Le mogli abruzzesi vivono più dei mariti

17 Novembre 2017

L’indagine: le donne arrivano in media a 84 anni, gli uomini a 80

PESCARA. Donne e uomini, mogli e mariti: in Abruzzo la sfida della longevità viene vinta dalle prime. Le donne infatti vivono più a lungo degli uomini: le bambine nate nel 2015 hanno un'aspettativa di vita di 84,6 anni, i bambini di 80,2. Non solo: le 65enni di 22 anni e i 65enni di 18,9 anni. Sono solo i primi ma già significativi dati che emergono dal rapporto Cresa (Centro regionale di studi e ricerca) ribattezzato “ABruzzESi”, fonte Istat, che traccia il quadro dello stato di salute e benessere, così come dei vizi e le virtù degli abruzzesi.
GRAZIE ALLE MEDICINE. La notizia buona è che migliora, grazie agli enormi progressi della medicina, la qualità della sopravvivenza, così rileva l'indagine, ma nella popolazione adulta e anziana, soprattutto nella componente femminile, resta anche lungo il periodo medio di vita caratterizzato da problemi di salute e da limitazioni funzionali nelle attività quotidiane. Per i nati nel 2015 infatti si prevede un periodo non in buona salute che equivale a più di un quarto (uomini) e a circa un terzo (donne) della vita. Mentre per i 65enni, maschi e femmine, l'aspettativa di vita con limitazioni funzionali è pari a più della metà degli anni che restano loro da vivere.
Passiamo quindi ai valori regionali del 2013 della mortalità per tumore che, evidenzia il Cresa, non sono allarmanti.
BUON SEGNO. Nel 2013 sono morti di cancro 6,6 maschi adulti e 6,9 femmine adulte ogni 10mila residenti di pari età e genere. Sono valori assai inferiori alla media nazionale che si attesta a 9,7 per gli uomini e a 7,6 per le donne. A risultare invece allarmante, sostiene il centro regionale di ricerca, è l'andamento del tasso di mortalità per tumori nel medio periodo: a fronte di una media nazionale in decremento, in Abruzzo quello maschile si contrae meno e quello femminile aumenta.
Passiamo alle demenze e malattie del sistema nervoso che hanno provocato, sempre nel 2013, 28,5 vittime tra gli anziani e 27,5 tra le anziane ogni 10mila residenti. Ma anche per la mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso, più accentuata nelle regioni come l'Abruzzo in cui si assiste ad un invecchiamento particolarmente rapido della popolazione, la prospettiva a medio termine è preoccupante, più per le donne che per gli uomini.
GUIDA PRUDENTE. L'Abruzzo si conferma invece virtuoso, sempre a livello statistico, per la decrescente mortalità giovanile per accidenti di trasporto (0,7 per diecimila tra i ragazzi e 1,0 per diecimila tra le ragazze contro una media nazionale del 1,1 e 0,3 per diecimila), con un calo dal 2006 consistente e superiore nel complesso a tutte le altre regioni. Gli accidenti di trasporto tuttavia restano la principale causa di morte per i ragazzi e la seconda, dopo i tumori, per le ragazze.
MI SENTO COSÌ COSÌ. La percezione della salute fisica, in Abruzzo come nel resto del Paese, è migliorata e, al contrario, è peggiorata assai più che nella media nazionale, quella della salute psicologica. Gli uomini hanno un'opinione sul loro stato di salute fisica e psicologica migliore delle donne (fisica: 51,8 contro 50,8; psicologica: 50,0 contro 48,1). Gli altri dati di interesse collettivo riguardano l’incidenza del fumo (uomini: 28,5%; donne: 15,1%), il consumo a rischio di alcolici (uomini: 24,7%; donne: 7,7%),il sovrappeso (uomini: 57,7%; donne: 36,7%), la mancanza di attività fisica (uomini:36,9%; donne: 45,1%), e il consumo di adeguate porzioni giornaliere di vegetali (uomini: 9,2%; donne: 15,2%).
DICE DI VINCENZO. Pper quanto riguarda il confronto su questi ultimi dati con il resto d’Italia il quadro abruzzese, afferma il rapporto del Cresa, appare a tinte fosche, con valori migliori delle altre regioni solo per i comportamenti a rischio nel consumo di alcolici e, nella componente femminile, per la diffusione del fumo. «Con ABruzzESi», afferma il presidente del Cresa, Roberto Di Vincenzo, «il Cresa apre, con un linguaggio chiaro e semplice, trattando argomenti di interesse comune oltre che specialistico, la propria attività non più solo o prevalentemente agli esperti e agli addetti ai lavori, ma ai cittadini tutti, abruzzesi e non, a tutti coloro cioè che vogliono conoscere la nostra regione».