Le priorità? Smog, mare e teatro

«Chiunque sarà il nuovo primo cittadino, deve rilanciare Pescara»
PESCARA. Due mesi e poco più. È cominciato il conto alla rovescia, in attesa della futura amministrazione comunale. Ed è legittimo cominciare a immaginare le priorità che il futuro sindaco, qualunque esso sia, con la giunta e il consiglio comunale, dovranno affrontare dopo l’insediamento. I desiderata sono i più diversi, come racconta chi vive in città, osserva come si trasforma Pescara e ne registra le esigenze. L’imprenditore Paolo Primavera elenca una serie di punti su cui lavorare, primo tra tutti «la Grande Pescara. Sono passati 5 anni dal referendum sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore e il ciclo non è stato ancora concluso», fa notare Primavera. «Si continuano a rinviare decisioni strategiche per una città come Pescara che è in espansione e guarda all’area dell’Adriatico». Ma non c’è solo questo. Primavera pensa alla necessità «di riqualificare a 360 gradi le aree degradate» e poi si deve «pensare al porto, andando oltre i problemi di sempre dell’insabbiamento per i quali ci sono tecnici che hanno competenze specifiche». Non è finita. Primavera chiede anche di affrontare la questione del «ripascimento delle scogliere, il completamento delle infrastrutture ciclopedonali tra Pescara e la costa dei trabocchi» e di puntare sul «collegamento tra Pescara e Roma».
Pensa al «rilancio del turismo e della riviera» l’imprenditore del mare Luca Cardano, titolare dello stabilimento Alcyone. Per lui serve un’azione di promozione della città, perché «Pescara sta morendo. Se non si interviene andrà tutto in declino. Probabilmente non è possibile tornare alla Pescara di una volta, ma qualcosa va fatto per rendere il capoluogo attrattivo, perché in questo momento non c’è niente». E una delle zone su cui intervenire è «Piazza Salotto, una distesa di cemento vuota che va arredata. Come? Basterebbe anche la giostra con i cavalli, quella che c’era tanti anni fa».
Non può che pensare al «teatro» l’attrice Franca Minnucci. «Serve uno spazio serio adibito a teatro, diverso dalle strutture già a disposizione, che spesso fanno il tutto esaurito. Pescara merita un teatro, vista la presenza di persone impegnate in questo settore che si occupano di produzione e anche di un pubblico che fruisce degli spettacoli». Non è fondamentale l’ubicazione, anche se «eravamo affezionati all’idea dell’area di risulta». E ci sarebbe anche altro su cui impegnarsi subito dopo l’insediamento, e cioè «rinforzare tutte quelle attività che riguardano la raccolta differenziata e le ciclovie». Il teatro deve avere la priorità anche per il regista Walter Nanni. Lui ha a cuore in particolare il destino del Michetti. E cioè: non bisogna necessariamente pensare a una struttura da costruire perché «il Michetti esiste già, è il nostro teatro storico. Da dieci anni si susseguono conferenze stampa e annunci» ma l’edificio resta un cantiere, ed è «una vergogna. Spero che non usino questo argomento in campagna elettorale, ma che mettano direttamente questo elemento in agenda». Per Ernesto Grippo, ex comandante della polizia municipale, i temi principali su cui concentrarsi sono due. «Nei primi 100 giorni va affidato e realizzato un Piano traffico, perché l’emergenza di Pescara è l’inquinamento: qui si muore per lo smog e in una città di mare è assurdo. Il secondo punto è la sicurezza, con investimenti sulla polizia locale e la richiesta di un commissariato di pubblica sicurezza a Porta Nuova già presente in passato».
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