le pupe su tela di fabio di lizio

PESCARA. In poco più di un anno di attività, il sito internet www.dilanaedaltrestorie.it è passato da 5mila a 20mila contatti, arrivando a vendere 150 chili di lana a settimana. È la merceria on line...
PESCARA. In poco più di un anno di attività, il sito internet www.dilanaedaltrestorie.it è passato da 5mila a 20mila contatti, arrivando a vendere 150 chili di lana a settimana. È la merceria on line creata da Christian Di Rito, pescarese di 42 anni e la moglie Alice Tesser, veneta di dieci anni più giovane che hanno fatto dell’hobby di lei un business «che sta facendo crescite del 500 per cento», dice Christian, «e che appena dopo un anno riesce a fruttare uno stipendio buono per lei».
Dalla ristorazione alla lana. «Sono responsabile commerciale di un’azienda che fa ristorazione», racconta Di Rito, «e ho conosciuto mia moglie in Veneto dove era responsabile di un punto ristoro. Ha sempre avuto la passione per gli hobby al femminile e da lì ci è venuta l’idea. All’inizio non ci credevo affatto, ma abbiamo iniziato a studiare le varie soluzioni, per capire come partire e in sei mesi ce l’abbiamo fatta, a luglio 2013 con il sito Internet e a settembre dello stesso anno con il negozio di Montesilvano che ha lo stesso nome di sito e pagina Fb».
Pecore solo abruzzesi. La svolta è stata l’incontro con il consorzio Arianne che fa capo all’università di Camerino e all’Enea. «È un consorzio che si occupa di riqualificare i prodotti agricoli e tra questi c’è la lana che, attraverso una serie di incroci sugli animali sono riusciti a ingegnerizzare creando, unici nel mondo per la lavorazione a mano, la lana pettinata e non cardata. È una lana che non lascia pelucchi, del tutto naturale, così come la colorazione ottenuta da piante biologiche. È questa che vendiamo on line sul sito lananaturalmente.it e per la quale abbiamo anche un importatore in Olanda. È lana proveniente solo da pecore abruzzesi allevate a Castel del Monte, nell’Aquilano, da un pastore che aderisce al consorzio e che ha fatto gli incroci per ottenere questo materiale pregiato. Noi ci occupiamo di venderlo ed è questo, alla fine, il nostro core-business». Eppure, attorno alla vendita della lana, acquistata molto da clienti in Italia ma anche dall’Olanda, dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra e dalla Francia, i coniugi Di Rito stanno realizzando un’importante rete finalizzata a rilanciare e a valorizzare il fai-da-te anche vendendo, sul sito e nel negozio di Montesilvano (Di lana ed altre storie) altri tipi di lane, sempre pregiate ma di importazione. E tutto sempre per aumentare i «consumatori» tra cui, dice Christian, inizia a esserci anche qualche uomo.
A caccia di stiliste. Ed ecco l’idea del “partner design”: «Vogliamo entrare in contatto con i maggiori talenti possibili», spiega Di Rito, «siamo sul territorio abruzzese, vendiamo lana abruzzese e vorremmo essere lo strumento per far decollare i nostri talenti. Tanti siti propongono vetrine a pagamento per le stiliste che creano i modelli da riprodurre con la lana, noi offriamo sul nostro sito uno spazio gratuito dove le nostre utenti, che sono insegnanti, qualche dirigente, ma soprattutto donne tra i 26 e i 56 anni che fanno lavori part-time, hanno l’opportunità di pubblicizzare il proprio modello, ma anche il proprio blog o sito. Noi gli pubblichiamo il modello senza far pagare nulla e quando viene venduta la lana a chi sceglie di realizzare quel modello diamo all’autrice una percentuale su quel filato venduto. Finora abbiamo tre signore fiorentine, ma ci piacerebbe ospitare anche talenti abruzzesi. Il nostro sogno è diventare gli sponsor delle persone di talento».
Il concorso sui social. È proprio in questa chiave che Christan e Alice si sono inventati, sempre con l’obiettivo di creare affezione al marchio, un concorso letterario dedicato a chi lavora a maglia: «Un concorso dedicato non alle tecniche di lavorazione», spiega ancora Christian, «ma proprio alla vita e alla sensibilità che passa attraverso un lavoro a maglia. Così ci siamo inventati questo concorso: attraverso la nostra pagina Facebook, dove abbiamo 14mila “mi piace” ma siamo presenti su tutti i social, Twitter e Instagram compresi, ogni mese con un post presentiamo un argomento. Chi vuole può pubblicare il suo componimento sullo stesso social e dopo 25 giorni si sceglie tra i tre che hanno ottenuto più gradimento. Fino al 10 dicembre il tema era “lavorando a maglia, il tempo che ho ritrovato”, si vinceva una tazza di Castelli, per il terzo episodio ci sono in palio dieci gomitoli di alpaca».
L’inghippo. Ma le belle intenzioni spesso si scontrano con la realtà: «Il problema resta l’Italia», racconta Di Rito che in questo commercio virtuale è entrato insieme ai pescaresi della web-agency New Way. «Un esempio per tutti: le spese di spedizione dei nostri prodotti costano tre volte più di quanto costino all’estero. Ed è un grosso limite, perché venderemmo molto di più».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

