Le reazioni: Pescara è cresciuta grazie a lui

28 Febbraio 2021

PESCARA. «La città perde Giuseppe Quieti, Peppino, per tutti. Per tre legislature ha rappresentato il nostro territorio alla Camera dei Deputati, consentendo l’incontro tra le istanze locali e le...

PESCARA. «La città perde Giuseppe Quieti, Peppino, per tutti. Per tre legislature ha rappresentato il nostro territorio alla Camera dei Deputati, consentendo l’incontro tra le istanze locali e le risposte nazionali» è il ricordo del senatore Luciano D’Alfonso. «Era un politico visionario, un amministratore che puntava alle “cose concrete” come recitavano gli slogan delle sue campagne elettorali, un uomo mite, pragmatico e di altissimo livello culturale». Così lo storico Licio Di Biase cresciuto politicamente al fianco di Quieti. Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale: «Il nome di Quieti appartiene alla stagione del fare. Dopo Franco Marini e Ivo Di Sipio, è stato uomo della concretezza». L’ex sindaco, Marco Alessandrini: «Pescara e l’Abruzzo perdono il maestro della politica. Per me era lo zio delle chiacchierate al mare». «Uomo onesto, al servizio dei pescaresi, don Peppino ha sposato le nostre battaglie, con lui la città si è trasformata» l’omaggio del presidente di Confcommercio, Riccardo Padovano. L’assessore Luigi Albore Mascia: «Intelligenza lucida, anche con i suoi scritti ha delineato lo sviluppo della città». L’ex parlamentare, Gianni Melilla: «Aveva un tratto di gentilezza e di propensione al dialogo tipica dei grandi politici della sua generazione». Il sindaco Carlo Masci: «Gentiluomo d'altri tempi, persona perbene, politico di altissima qualità, protagonista assoluto della crescita esplosiva della nostra città nel dopoguerra». L’ambientalista Mario Sorgentone: «Chiederemo il Ciattè d’oro alla memoria per Quieti». (c.co.)