Le richieste dei commercianti: parcheggi, più decoro e via i Tir

12 Febbraio 2022

Il grido di aiuto di negozianti e associazioni a sindaco e assessori: «Le attività stanno scomparendo» Ma gli amministratori rassicurano: «Abbiamo intercettato 22 milioni di fondi per riqualificare le zone» 

MONTESILVANO. L’assessore al commercio cambia, le richieste dei commercianti no. Strade più pulite, coinvolgimento nei progetti, maggiore comunicazione, riqualificazione urbana, decoro delle vetrine abbandonate, eliminazione dei tir dalla nazionale, segnali stradali per i parcheggi, navette per i turisti e un tavolo di lavoro che si riunisca periodicamente: sono questi i principali desiderata delle attività commerciali che ieri pomeriggio, singolarmente o rappresentati dalle rispettive associazioni di categoria, si sono dati appuntamento a palazzo di Città con l’obiettivo comune di rilanciare il settore.
Convocati dal nuovo assessore al commercio, Francesco Di Pasquale, che ha voluto al suo fianco anche il sindaco Ottavio De Martinis, gli assessori Deborah Comardi (turismo) e Valentina Di Felice (bilancio) e il consigliere con delega al Pala Dean Martin Adriano Tocco, i commercianti hanno avuto la possibilità di elencare le criticità che rendono difficile la ripresa post pandemia. A partecipare all’incontro anche gli albergatori, chiamati in causa dall’assessore al fine di creare sinergie tra i settori principali della città.
Confesercenti, presente con Marina Dolci e Gianni Taucci, ha ricordato come negli ultimi anni, soprattutto a causa del Covid, molte attività hanno chiuso e tante rischiano di farlo. «Da anni chiediamo l’eliminazione dei cassonetti da corso Umberto», ha evidenziato Taucci, «così come, ora che c’è un’ordinanza per il decoro delle vetrine vuote, chiediamo più controlli e multe. È fondamentale, poi, risolvere il problema dei tir sul corso, che creano pericolo e smog. E ancora le buche, i parcheggi non segnalati e i turisti che non si riescono a spostare dal lungomare». A sottoscrivere le stesse richieste anche Gianluca Di Domizio dell’associazione Montesilvano nel cuore: «In passato abbiamo investito soldi per eventi sul corso, ma ormai tanti negozi sono chiusi ed è impensabile organizzare iniziative se ci sono tratti completamente vuoti. Noi siamo pronti a metterci del nostro, ma serve uno sforzo condiviso».
Un rischio concreto che va a sommarsi al fatto che, come ricordato da Lorenzo Putaturo dell’associazione Sotto casa mia, ai negozi si stanno sostituendo attività che offrono servizi e che, quindi, non generano passeggio.
«Per una città di 55mila abitanti», ha proposto Riccardo Padovano di Confcommercio, «è il caso di iniziare seriamente a progettare un centro commerciale naturale in grado di attivarsi in maniera organica e strutturata. E chiedere alla Camera di Commercio di non concentrarsi solo su Pescara».
E gli amministratori hanno ricordato come quest’anno Montesilvano sia riuscita a intercettare 22 milioni di euro che contribuiranno alla riqualificazione di zone importanti come viale Europa, via Vestina, il lungomare e corso Umberto. Così come è allo studio il Piano urbano del traffico che consentirà di dare maggiore spazio alle pedonalizzazioni. E non mancheranno i grandi eventi, di cui 20 già confermati al Pala Dean Martin, che porteranno in città turisti, e in merito al quale l'amministrazione ha chiesto ai presenti di elaborare delle iniziative tematiche. Ma anche in questo caso, c’è una criticità più volte messa in luce. «Scopriamo sempre le cose per caso, c’è mancanza di comunicazione», ha sottolineato Daniela Renisi di Federalberghi, sollevando la richiesta della platea di ricevere una newsletter. «Sappiamo che Montesilvano ha diversi quartieri, ognuno con le sue specificità», ha aggiunto. «Bisogna riconoscerle e valorizzarle, attuando dei progetti da affidare a manager che ne seguano l’iter senza perdersi per strada perché sono almeno dieci anni che ci diciamo le stesse cose».