Le richieste del Movimento cittadino: piste ciclabili ben collegate e bus capillari e gratuiti
Si articolano su più livelli le rivendicazioni formulate dal comitato Fridays for Future Pescara, promotore del terzo sciopero globale per il clima.«I grandi cambiamenti avvengono partendo da piccoli...
Si articolano su più livelli le rivendicazioni formulate dal comitato Fridays for Future Pescara, promotore del terzo sciopero globale per il clima.
«I grandi cambiamenti avvengono partendo da piccoli passi» commenta Carlo Damiani, componente del movimento cittadino del comitato.
«Sul piano comunale rivendichiamo la completa conversione della mobilità urbana con infrastrutture ciclabili che non siano piste sporadiche, scollegate tra loro. Questo significa zone a limite 30, bus ad accesso gratuito, linee capillari e quindi una mobilità studiata e coerente». Il comitato chiede inoltre la tutela e l’estensione del verde urbano e il «disinvestimento dalle fonti fossili. Vogliamo che il Comune si impegni a non fare transazioni bancarie con istituti che non sono trasparenti rispetto a come investono. Sul piano regionale», aggiunge «chiediamo di fermare il gasdotto Snam. E poi miglior monitoraggio e manutenzione della rete idrica, che ha tantissime perdite e non ha una gestione pubblica tutelata ed efficiente».
A livello nazionale il movimento punta l’attenzione sulla necessità, per l’Italia di superare gli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2015, e che si distingua come «fiore all’occhiello per la conversione energetica dell’industria, della mobilità e dell'abitare».
Sul piano internazionale l’obiettivo è invece quello di non superare il +1,5 °C di riscaldamento globale.
«È molto difficile costruire un progetto di reale cambiamento, soprattutto per chi ha il potere di farlo, perché è costoso non solo economicamente, ma anche in termini di consenso. Ci vuole coraggio e intraprendenza anche rischiando di scontentare qualcuno. Siamo ancora in tempo per costruire un futuro stupendo», conclude Carlo Damiani. (m.pa)
«I grandi cambiamenti avvengono partendo da piccoli passi» commenta Carlo Damiani, componente del movimento cittadino del comitato.
«Sul piano comunale rivendichiamo la completa conversione della mobilità urbana con infrastrutture ciclabili che non siano piste sporadiche, scollegate tra loro. Questo significa zone a limite 30, bus ad accesso gratuito, linee capillari e quindi una mobilità studiata e coerente». Il comitato chiede inoltre la tutela e l’estensione del verde urbano e il «disinvestimento dalle fonti fossili. Vogliamo che il Comune si impegni a non fare transazioni bancarie con istituti che non sono trasparenti rispetto a come investono. Sul piano regionale», aggiunge «chiediamo di fermare il gasdotto Snam. E poi miglior monitoraggio e manutenzione della rete idrica, che ha tantissime perdite e non ha una gestione pubblica tutelata ed efficiente».
A livello nazionale il movimento punta l’attenzione sulla necessità, per l’Italia di superare gli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2015, e che si distingua come «fiore all’occhiello per la conversione energetica dell’industria, della mobilità e dell'abitare».
Sul piano internazionale l’obiettivo è invece quello di non superare il +1,5 °C di riscaldamento globale.
«È molto difficile costruire un progetto di reale cambiamento, soprattutto per chi ha il potere di farlo, perché è costoso non solo economicamente, ma anche in termini di consenso. Ci vuole coraggio e intraprendenza anche rischiando di scontentare qualcuno. Siamo ancora in tempo per costruire un futuro stupendo», conclude Carlo Damiani. (m.pa)

