Le segreterie Pd dicono no alle primarie

15 Luglio 2015

FRANCAVILLA. Le segreterie Pd frenano sulle primarie per la scelta del candidato sindaco alle amministrative del 2016, richieste dai consiglieri comunali Stefano Di Renzo, Donato La Barba unitamente...

FRANCAVILLA. Le segreterie Pd frenano sulle primarie per la scelta del candidato sindaco alle amministrative del 2016, richieste dai consiglieri comunali Stefano Di Renzo, Donato La Barba unitamente ad alcuni componenti del direttivo e della segreteria cittadina del partito.

La proposta è sintomo del disaccordo interno al partito, di appoggiare la candidatura bis del sindaco Antonio Luciani a capo dello schieramento di centrosinistra; anche per i contrasti sorti in amministrazione che hanno portato il gruppo consiliare Pd in opposizione. «Basta con le polemiche. Il Pd è un partito aperto al dialogo e la decisione di fare le primarie spetta agli organismi preposti», tagliano corto il segretario provinciale Chiara Zappalorto e il segretario cittadino Edoardo Viani.

«Il nostro obiettivo è quello di mettere in piedi un percorso che possa essere definito virtuoso non solo per il partito, ma soprattutto per la città di Francavilla. Le fughe in avanti servono a ben poco quando la scommessa riguarda il nostro futuro e quello dei cittadini. Solo il concetto di unità, la visione d’insieme e uno spirito costruttivo hanno garantito, garantiscono e continueranno a garantire da una parte la vittoria, dall’altra la possibilità di governare in maniera limpida e lineare. Che la discussione e il dibattito vengano aperti sui contenuti e sulle idee. Primarie, scelte dei candidati e quanto altro verrà discusso con la convocazione dell’unico organo che può decidere su queste cose: il direttivo. Le polemiche devono trovare un punto, così come l’unica voce da considerare come prioritaria è quella di tutti gli appartenenti ai rispettivi circoli e non di pochi. Fare proposte e aprirsi al confronto interno, questo dovrebbe essere il comportamento ideale di un membro appena nominato in direzione regionale», concludono i segretari lanciando una stoccata a Di Renzo. «Impariamo, tutti, a rispettare maggiormente i luoghi di partito». (g.g.)

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