Le spine del centrodestra

Il caso del rimpasto: l’ostruzionismo di Forza Italia fa saltare le commissioni
L’AQUILA. Il caso-Astolfi è il granello che rischia di rompere il meccanismo della seconda parte della legislatura regionale del centrodestra. Il seggio per il teramano, ex sindaco di Atri, è la priorità di Forza Italia, pronta a schierarsi a testuggine come una legione romana per fiaccare la resistenza di chi si oppone. La prima tattica attuata è quella dell’ostruzionismo. Se n’è avuta la riprova ieri, all’Emiciclo, quando sono saltate sia la prima (bilancio) sia la seconda commissione (territorio). A cascata, salterà anche il consiglio regionale dell’8, in quanto non sono stati perfezionati i lavori preparatori degli atti da portare al voto dell’assemblea: tra questi il bilancio di previsione 2023-2025, il parere sui debiti fuori bilancio, le norme per ridurre il consumo del suolo e quelle per la gestione e manutenzione dei corsi d’acqua. Cosa vuole Forza Italia lo sanno ormai pure le colonne dell’Emiciclo: nella temperie di assessori esterni, sottosegretari e affini, occorre tornare – al più presto e senza indugio – all’assetto del 2019 con i tre consiglieri, alla luce del fatto che Umberto D’Annuntiis (oggi sottosegretario regionale) è passato con Fratelli d’Italia. Il terzo posto è, per l’appunto, quello per Astolfi, primo dei non eletti. In questo disegno, Mario Quaglieri (FdI, che subentrerà all’Emiciclo al posto del neo-senatore Guido Quintino Liris, assessore dimissionario entro Natale) dovrebbe fare il sottosegretario e D’Annuntiis l’assessore. La palla è nelle mani del presidente Marco Marsilio, che non vuol sentir parlare di rimpasto. Tra le ipotesi c’è anche la possibile sostituzione dell’assessore Daniele D’Amario, esterno di area FI. Insomma, un sudoku che terrà in fibrillazione il centrodestra regionale da qui alle feste. E anche oltre.
L’opposizione rimarca i mal di pancia a destra. «I lavori della prima Commissione sono stati rinviati alla prossima settimana, perché la maggioranza sta litigando per i posti in giunta. Voto, poltrone e potere: queste le priorità per il centrodestra che fino a oggi non è riuscito a varare nessun provvedimento di sostegno per famiglie e imprese a fronte dello shock energetico. Alla conferenza dei capigruppo siamo tornati a chiedere atti concreti per attenuare i rincari delle bollette: questo serve agli abruzzesi», così i consiglieri del Pd, Legnini presidente, Gruppo Misto e Abruzzo in Comune. «Non si smentisce la linea Marsilio, che mentre il Consiglio bocciava la nostra richiesta di sostegni, presentava la sua proposta di legge elettorale per blindare la sua rielezione. E mentre la prima Commissione aspettava di riunirsi per decidere i provvedimenti da portare in Consiglio, il centrodestra litigava sul rimpasto conseguente alla sostituzione degli eletti dopo il voto del 25 settembre», incalzano Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani.
Il presidente Lorenzo Sospiri ha riunito i capigruppo col vice Roberto Santangelo. Sentito l’assessore Nicola Campitelli, «per valutare», dice Sospiri, «la possibilità di attivare provvedimenti a sostegno di imprese e famiglie. Il governo potrebbe approvare un decreto, la Regione farà la sua parte». Si parla del bando da 5 milioni per investimenti delle imprese sulle energie rinnovabili, più altri 600mila per le associazioni sportive, tra cui i gestori di piscine.(e.n.)

