Le strade più rumorose della città? Corso Vittorio e viale Marconi

22 Settembre 2020

Presentato lo studio condotto dagli esperti, individuate dodici aree critiche nel territorio comunale Il presidente della commissione Petrelli: «Il traffico è la causa principale, servono i limiti di velocità»

PESCARA. Oltre allo smog, Pescara ha problemi anche di inquinamento acustico. Ci sono zone della città dove si superano abbondantemente i limiti stabiliti dalla legge per la sicurezza della popolazione. E quanto emerge dal piano realizzato dai tecnici esperti di acustica per conto del Comune, esaminato e approvato ieri dalla commissione Ambiente presieduta da Ivo Petrelli. Ora andrà in consiglio.
Un documento dettagliato di 123 pagine in cui vengono indicate le zone della città più rumorose e la fonte principale dell’inquinamento acustico risulta essere il traffico. Vengono anche avanzate alcune proposte per cercare di limitare il problema.
LA CLASSIFICA. Il piano indica 12 macroaree contenenti le strade più rumorose della città, suddivise a seconda delle criticità riscontrate durante le misurazioni dei tecnici. In cima alla classifica per l’indice di criticità molto alto troviamo via Nazionale adriatica nord, viale Bovio, corso Vittorio Emanuele, viale Marconi, via del Santuario, via di Sotto e via Tirino.
Con indice di criticità alto, invece, ci sono viale D’Annunzio e via del Circuito.
Seguono con l’indice di criticità media via dei Marsi, via dei Peligni, viale della Riviera, via Caravaggio, via Nicola Fabrizi, via Carducci e via Firenze. Infine, nell’indice di criticità moderata figurano via Fonte Romana, via Colle Innamorati e via San Silvestro. In queste aree risultano troppo alti sia il livello sonoro, che il numero di persone esposte continuamente al rumore. Scontate le due zone classificate come silenziose che sono la Riserva naturale dannunziana, a sud e la pineta di Santa Filomena, nella zona nord.
CITTÀ RUMOROSA. «Pescara», spiega Petrelli, «è una città rumorosa e, secondo i calcoli e le analisi eseguite sul territorio, oggi sappiamo che su 117mila abitanti circa la metà, più precisamente 50.707, è quotidianamente disturbata da una condizione acustica sfavorevole. Circa il 24 per cento è esposta a livelli di rumorosità che oscillano tra i 65 e i 69 decibel, cioè appena sotto il limite di 70 consentito dalla legge. Situazione più grave, invece, per il 7,73 per cento, che è quotidianamente esposto a produzioni rumorose tra i 70 e i 75 decibel. Quindi, ben al di sopra dei limiti di legge».
I RIMEDI. Il traffico, dunque, è considerata la principale causa dell’inquinamento acustico anche nelle zone frequentate dalla movida. Per questo motivo, gli esperti avanzano alcune proposte nel documento. Eccole: realizzazione di zone con limite di 30 chilometri orari in tutta la città, dalla riviera nord a via del Santuario e viale D’Annunzio per rallentare la velocità dei veicoli e quindi anche il rumore; istituzione di sensi unici in determinate strade, tra cui via Colle Innamorati; realizzazione di cortine di verde per proteggere le zone silenziose.
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