Le strisce sono sparite Che rischi per i pedoni

In due anni 120 persone sono state investite da auto o moto
PESCARA . Centoventi pedoni investiti in due anni, dal 2 ottobre 2015 al 2 ottobre 2017. Di questi, tre sono morti, 3 sono finiti in prognosi riservata, otto sono rimasti illesi. Tutti gli altri hanno riportato ferite con prognosi varie. Dei 120 investimenti, circa la metà è avvenuta sulle strisce pedonali.
Attraversamenti poco visibili, nella stragrande maggioranza dei casi, cancellati dalle gomme delle auto, danneggiati dagli agenti atmosferici. In alcuni punti della città ne resta qualche labile traccia, tant’è che spesso i pedoni, per individuare il punto nel quale attraversare, sono costretti a fare uso della memoria.
Una situazione che riguarda varie zone, da corso Vittorio Emanuele a via Fabrizi, da via Fonte Romana a via del Circuito, a via Paolini, come testimonia il fotoservizio di Giampiero Lattanzio, e che purtroppo rispecchia l’andamento di molte città italiane che non riescono più a provvedere adeguatamente alla manutenzione delle strade, senza poter garantire una viabilità dignitosa ai cittadini. A Pescara, in alcuni periodi dell’anno la situazione appare migliore, e agli attraversamenti in prossimità delle scuole si cerca di fare più attenzione, in linea di massima. Complessivamente, però, lo stato di manutenzione delle strisce è scadente. Dal comando di polizia municipale fanno sapere che la maggior parte degli investimenti di pedoni, sulle strade urbane, deriva essenzialmente dalla distrazione e dalla velocità. Il principale motivo di distrazione, per quanto riguarda gli automobilisti, è senza dubbio il telefono cellulare. Ma anche i pedoni, nonostante la maggiore tutela che viene loro riservata in quanto utenti deboli, devono osservare delle regole quando attraversano. Se non ci sono strisce nel raggio di cento metri possono passare dove vogliono, prestando però attenzione, senza lanciarsi in strada come se non ci fosse un domani. Se ci sono le strisce, e il pedone non le usa, non significa che l’automobilista non debba fermarsi, ma in caso di incidente anche chi va a piedi sarà chiamato alla propria parte di responsabilità. Non rappresenta invece una circostanza attenuante, in caso di investimento sulle strisce, la circostanza che queste siano poco visibili. E soprattutto, non c’è alcuna norma che consenta di chiamare in corresponsabilità il Comune.
Questo spiega, forse, perché il rifacimento delle strisce passi sempre in secondo piano rispetto ad altre opere di manutenzione stradale, come la riparazione delle buche. Se sono le buche a provocare danni, infatti, l’ente gestore della strada è costretto a risarcire.
A Pescara, dice il vice sindaco Antonio Blasioli, è vicinissimo l’avvio delle operazioni per il rifacimento di alcuni attraversamenti pedonali. «L’appalto», afferma «è già stato espletato, ma stiamo aspettando la scadenza dei termini previsti per eventuali osservazioni, prima di poter procedere». L’ex vice sindaco, ora capo della segretaria di Luciano D'Alfonso, Enzo Del Vecchio, a marzo aveva parlato di un appalto per 103 strade e circa 800mila euro. Ma a distanza di mesi, fatta salva la realizzazione di alcuni attraversamenti da piazza Pierangeli a salire, non si è visto altro.
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