“Le Terrazze”, sequestrati soldi e quote

20 Novembre 2024

Autoriciclaggio e bancarotta: provvedimento finalizzato alla confisca degli 800mila euro di Garofalo 

PESCARA. Scatta un provvedimento di sequestro preventivo a carico del napoletano Pasquale Garofalo, protagonista della vicenda legata all’acquisto del ristorante “Le Terrazze”. La vicenda che ha portato il gip all’emissione di misure cautelari, ipotizzando un giro di soldi illeciti dietro questi inserimenti nel tessuto economico della città da parte di un personaggio vicino alla criminalità organizzata campana e calabrese. Il sequestro preventivo è finalizzato alla confisca degli 800mila euro che vennero utilizzati per entrare nella gestione del ristorante, e riguarda anche le quote della società Floor Six.
Autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta e intestazione fittizia di beni e società sono le accuse che pesano in capo a Garofalo (in carcere dal 1° novembre scorso), ma anche ad Anna Paola Cavaliere, intestatrice fittizia della Floor Six (la società che secondo la procura è di proprietà del napoletano), al contabile Enzo Mazzocchetti e alla direttrice del ristorante, Laika D’Agostino: questi ultimi tre finiti ai domiciliari con la stessa misura del gip Francesco Marino. Ora arriva il provvedimento di sequestro di quella somma quale «profitto/prodotto del delitto di autoriciclaggio commesso da Garofalo e costituito dalla somma di 800mila euro, impiegata da Garofalo per rilevare dalla famiglia Di Natale la gestione del ristorante Le Terrazze Roof Garden».
Cavaliere è la moglie di Adamo Di Natale, che in questa vicenda risulta indagato insieme al figlio Federico. E il giudice, nello stesso provvedimento, pone sotto sequestro preventivo anche le quote societarie «dell’intero compendio aziendale della Floor Six, con sede a Milano, comprensivo dell’attività economica di ristorazione Le Terrazze» e, per consentire il prosieguo dell’attività, nomina l’amministratore giudiziario della società. Nella motivazione, il giudice Marino spiega così il perché della sua decisione. «La necessità di disporre il sequestro preventivo, in vista della futura confisca, discende, con tutta evidenza, dalle modalità occulte di gestione delle società da parte del Garofalo, dalle modalità occulte di gestione della società da parte di Garofalo e dalle ingenti movimentazioni di denaro, prive di lecite giustificazioni, effettuate annualmente dallo stesso, ma sempre con l’accortezza di fare uscire dai conti correnti personali e societari tutte le somme di denaro transitate anche mediante prelievi di denaro contante per quasi 300 mila euro nel torno dal 2019 al 2024». E quindi il sequestro «risiede nella necessità di impedire che il Garofalo possa continuare a proseguire nella condotta criminosa di autoriciclaggio, continuando a finanziare, per interposta persona, le attività economiche funzionali a tale scopo. L’estrema volatilità delle somme di denaro detenute da Garofalo sui conti correnti propri e delle società a lui riferibili», aggiunge il gip, «è dimostrata altresì dai numerosi pagamenti in nero effettuati da Garofalo e Laika D’Agostino in favore dei dipendenti della società Floor Six e di Enzo Mazzocchetti». Per la posizione di D’Agostino, dopo l’interrogatorio di garanzia durante il quale ha fornito la sua versione dei fatti, ha ottenuto l’affievolimento della misura, passando dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora a Pianella e Spoltore. Mentre per gli altri due arrestati, Cavaliere e Mazzocchetti, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, la decisione sulle loro istanze di lasciare i domiciliari non è stata ancora presa.(m.cir.)