Le tre pistole trovate a Pescara: una è del calibro che uccise Neri

Dopo i ritrovamenti dei giorni scorsi, sono iniziati gli accertamenti per capire se e quando hanno sparato In particolare, le indagini sono concentrate sulla 7,65 recuperata in un sacco nascosto in via Fosso Cavone
PESCARA. È stata sottoposta all’obbligo di dimora la donna di 32 anni, V.P., che la squadra mobile ha arrestato negli ultimi giorni della scorsa settimana per detenzione illecita di armi da sparo e relativo munizionamento. «Non so niente di quelle armi», ha detto dopo il ritrovamento di una Beretta calibro 9x21 e un revolver Smith & Wesson calibro 357. Erano nello scantinato di una abitazione disabitata di sua proprietà, in via Sacco. La prima arma era dotata di due caricatori, con 9 e 15 cartucce, la seconda aveva 4 cartucce nel tamburo. E mentre la prima ha la matricola cancellata, la seconda è stata rubata in provincia nel 2013, come emerso dai primissimi accertamenti della polizia dopo il sequestro.
La donna, assistita dall’avvocato Giancarlo De Marco, sostiene che qualcuno potrebbe averla incastrata, mettendo di nascosto le armi in casa. Pensando a chi potrebbe avercela con lei, ha raccontato di una strana visita nell’edificio, nei giorni scorsi, che inizialmente ha ricondotto ai ladri (anche se non è stato rubato niente). Dopo quella incursione misteriosa nella casa di via Sacco, la 32enne, originaria di Lucera, ha deciso di mettere in sicurezza l’edificio usando un lucchetto e un cane, un pitbull, o almeno così ha raccontato. E quando i poliziotti della Mobile (diretta da Dante Cosentino) hanno saputo della possibile presenza di armi in quella casa, l’hanno convocata per un controllo. La donna ha aperto e ha bloccato il cane per permettere una perquisizione. Subito dopo è stato il cane antidroga della questura a condurre gli investigatori nel punto in cui erano le due pistole, nascoste in una custodia per le catene da neve e infilate dentro a dei calzini. Ma la 32enne si tira assolutamente fuori, rispetto alla detenzione delle armi. E ora, dopo la convalida dell’arresto, dovrà rispettare i vincoli dell’obbligo di dimora, restando a casa nelle ore notturne, dalle 22 alle 7.
Ora si apre un altro fronte. Saranno gli accertamenti tecnici a svelare la verità su quelle due armi e su una terza, tutte trovate e sequestrate in città dalla polizia negli ultimi giorni. E diranno se hanno sparato e se sono state usate per fatti di sangue avvenuti a Pescara, a partire dall’omicidio di Alessandro Neri. I due colpi di pistola che l’8 marzo 2018 hanno raggiunto il 28enne di Spoltore al fianco e alla testa, uccidendolo, sono stati esplosi da una pistola calibro 7.65. È proprio un’arma di questo calibro quella scovata nei giorni scorsi dai poliziotti della squadra volante in strada Fosso Cavone, mentre era in corso un controllo a carico di due giovani trovati con una dose di cocaina. Gli uomini della Volante, che si stavano occupando dei due nel corso dei servizi di routine, hanno notato un sacco dei rifiuti dentro a una siepe e, tirandolo fuori, hanno scoperto la pistola, da sottoporre ad accertamenti per avere le prime e fondamentali risposte su cui lavorare in seguito.
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