Le vacanze e i rischi da evitare «Ora non abbassiamo la guardia»

30 Giugno 2020

Il virologo Fazii: «Il quadro epidemiologico ci fa stare tranquilli, ma continuiamo a rispettare le regole» E l’Istituto superiore della sanità raccomanda: «La crema solare va usata anche sotto l’ombrellone»

PESCARA. Dieci consigli per trascorrere un’estate in sicurezza. Come comportarsi al mare, in montagna, in campeggio e al ristorante: ecco la guida delle regole anti contagio da rispettare nei luoghi maggiormente affollati d’estate. «Le regole principali da rispettare sono sostanzialmente tre», spiega il virologo Paolo Fazii, direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, «mantenere il distanziamento di un metro o un metro e mezzo, utilizzare la mascherina nei luoghi chiusi e lavarsi spesso le mani con acqua e sapone». Secondo Fazii, mantenendo la prudenza e, favoriti anche dal clima, trascorreremo un’estate serena. «La medicina non è una scienza esatta, quindi bisogna stare sempre attenti», dice Fazii, «ma il quadro epidemiologico in Abruzzo è confortante. In Lombardia hanno esteso al 14 luglio l’obbligo della mascherina all’aperto, fortunatamente da noi questo non è necessario. Agli abruzzesi dico di ricominciare a vivere abbastanza serenamente, pur consapevoli che la situazione Covid non è del tutto superata, quindi occorre ancora prendere le giuste precauzioni. Questo clima, però, ci sta favorendo e, a mio avviso, non avremo grossi problemi questa estate».
Regole anti-Covid - su tutte appunto l’uso della mascherina nei luoghi chiusi - ma non solo: l’Istituto superiore della Sanità, infatti, ha fornito anche indicazioni su come esporsi ai raggi solari senza correre rischi.
Mascherina: quando va usata. Si ha l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, ad esempio nel bar dello stabilimento balneare, e/o nei luoghi all’aperto nei quali non è possibile rispettare le regole base del distanziamento fisico (ossia almeno 1 metro dagli altri individui). Non è, quindi, obbligatorio indossare la mascherina sotto l’ombrellone o mentre si fa il bagno. Va usata, invece, fino al raggiungimento dell’ombrellone e all’uscita dallo stabilimento. Il personale del lido deve indossare la mascherina quando entra in contatto con altre persone.
In spiaggia. Negli stabilimenti, la distanza minima tra le file degli ombrelloni è pari a 5 metri. Tra gli ombrelloni della stessa fila di 4,5 metri. La spiaggia deve essere organizzata in modo da assicurare a ogni ombrellone uno spazio di almeno 10 metri. Tra lettini, sedie e sdraio deve esserci un metro di distanza, a meno che non si faccia parte dello stesso nucleo familiare (dichiarato con autocertificazione). Non più di quattro persone sotto l’ombrellone e massimo otto sotto la palma. Gli stabilimenti balneari, a loro volta, dovranno igienizzare puntualmente lettini e sdraio, in modo da ridurre al minimo qualsiasi possibilità di diffusione del virus. I percorsi di entrata e uscita alle spiagge devono essere differenziati e nei punti più frequentati devono essere messi a disposizione distributori di soluzioni per l’igiene delle mani.
Come proteggersi dal sole. Regole anti-Covid, ma non solo. L’Istituto superiore della sanità elenca una serie di consigli su come esporsi al sole. Ad esempio, le creme solari dell’estate precedente non garantiscono la protezione dai raggi solari perché possono in genere essere utilizzate per 12 mesi dopo l’apertura della confezione. Per evitare le scottature, basta esporsi al sole con le dovute protezioni, evitando le ore intorno a mezzogiorno. Secondo l’Iss, le radiazioni solari attraversano facilmente molti tipi di tessuti, compreso quello dell’ombrellone, quindi si rende necessaria anche sotto l’ombrellone l’applicazione di creme solari per tutelare al meglio la salute della pelle. La crema protettiva è indispensabile e va applicata ogni 2 o 3 ore e ogni volta che ci si bagna.
La movida. In Abruzzo le discoteche possono riaprire, ma soltanto se esercitano attività all’aperto. Sparisce la regola dei due metri di distanza obbligatori per ballare. Gli utenti devono indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro.
In montagna. Gli amanti della montagna sono tenuti all’uso delle mascherine all’interno del rifugio; sarà d’obbligo usare la tovaglietta monouso e disinfettare il tavolo e le sedie. Come per altre attività, è previsto solo servizio al tavolo per la ristorazione con prenotazione obbligatoria. Verranno favoriti corridoi per non alimentare l’incrocio delle persone e chi dormirà nei rifugi nella zona notte non potrà utilizzare gli scarponi, ma solo ciabatte proprie.
I ristoranti. I clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo e i menu dovranno essere di carta o plastificati. Oppure andrà favorita la consultazione online.
I campeggi. Qui, invece, la mascherina andrà utilizzata sempre fuori dalla piazzola personale e i servizi igienici comuni andranno puliti e disinfettati almeno tre volte al giorno.
Gli hotel. I clienti saranno tenuti ad indossare la mascherina negli spazi comuni. E dovranno assicurarsi di avere un metro di distanza dagli altri ospiti anche in ascensore. Agli albergatori - così come ai gestori dei camping - è consigliato l’utilizzo di sistemi automatizzati di check-in e check-out. E oltretutto dovranno seguire un protocollo molto rigido per la gestione del microclima degli ambienti.
Cinema e teatri. Il distanziamento minimo (fatta eccezione per i nuclei familiari) è di un metro sia frontalmente che lateralmente tra uno spettatore e l’altro. Poi, c’è il numero chiuso: 200 persone massimo per gli spettacoli indoor, 1.000 all’aperto. Distanziamento minimo di due metri anche tra artisti e pubblico.
Centri estivi. Per evitare assembramenti, gli ingressi dovranno essere scaglionati di almeno 5/10 minuti e quando possibile ingressi ed uscite saranno separati con percorsi obbligati. Le attrezzature e gli oggetti usati dai bambini dovranno essere puliti almeno una volta al giorno e ogni volta che i piccoli cambieranno attività dovranno lavare le mani. La procedura di triage prevede di chiedere ai genitori se il figlio ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa. È prevista la verifica della temperatura corporea. Stessa procedura anche per l’ingresso degli operatori.
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