Le vertenze sul tavolo

18 Ottobre 2017

Sono 109 le crisi aziendali aperte in Abruzzo negli ultimi tre anni, con una accelerazione negli ultimi mesi in coincidenza con l’introduzione dei nuovi ammortizzatori sociali che hanno aumentato i...

Sono 109 le crisi aziendali aperte in Abruzzo negli ultimi tre anni, con una accelerazione negli ultimi mesi in coincidenza con l’introduzione dei nuovi ammortizzatori sociali che hanno aumentato i costi per le aziende. Le crisi più diffic ili degli ultimi mesi sono quattro: Dayco, Hatria, Intecs, Honeywell. La Dayco, 700 lavoratori in tre stabilimenti, a Manoppello Chiesti Scalo e Colonnella, aveva annunciato 135 esuberi. Nei giorni scorsi è stato raggiunto un accordo che esclude licenziamenti coattivi. Hastria sembra invece destinata a finire male. Ieri la fabbrica di Sant'Atto, dopo il mancato accordo al tavolo di trattativa, ha confermato i 55 esuberi (su 160 lavoratori) e l'avvio delle relative procedure. Il presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino ha espresso il proprio rammarico, sottolineando come si tratti «di un'azienda che ha potenzialità e mercato ma che in questa circostanza sembra decisa a perseguire un risultato finanziario con un deciso taglio dei costi». La Intecs dell’Aquila, ex Italtel ed ex Siemens, oggi ha 80 addetti e ha annunciato la chiusura, anche se nelle ultime ore sono arrivate voci, non confermate, di un possibile passo indietro a fronte di commesse pubbliche. Infine c’è Honeywell, il cui futuro da una possibile delocalizzazione in Slovacchia è a questo punto legato all’intervento del governo.