Leader nel civile ma destino segnato

LANCIANO. Cortei di protesta, assemblee, comitati sorti in difesa del tribunale, progetti, delibere per salvare l’ufficio giudiziario di Lanciano si susseguono da settembre 2011. Da quando la legge...
LANCIANO. Cortei di protesta, assemblee, comitati sorti in difesa del tribunale, progetti, delibere per salvare l’ufficio giudiziario di Lanciano si susseguono da settembre 2011. Da quando la legge di riordino ha cancellato il presidio frentano assieme ad altri 37 tribunali minori e relative procure. Le ultime proposte per salvarlo risalgono ad appena una settimana fa. A quanto pare fuori tempo massimo. Chiuderà i battenti nel 2018 il tribunale che serve 41 Comuni, per una popolazione di circa 140mila abitanti, e la maggiore area industriale del centro-sud Italia. Conta 8 giudici in servizio, 40 dipendenti e 402 avvocati. Un tribunale antico, che affonda le radici nel 1832, anche se era già sede di Corte di Appello nel 1700, e che emette ogni anno oltre 4.000 le sentenze. Circa 1.000 in materia di previdenza, 800 di lavoro e oltre 1.000 penali emesse dal giudice monocratico. Qui una causa civile dura in media meno di 3 anni. Chiude un tribunale che nel 2014 e nel 2015 si è classificato al primo posto tra i 139 tribunali d’Italia per minor numero di procedimenti civili pendenti, per efficienza e produttività. Dati e classifiche stilate dal ministero della Giustizia. Per salvare il tribunale frentano, già nel 2012 il sindaco Mario Pupillo depositò a Roma un progetto, frutto di uno studio sulla produttività dei presidi, i flussi economici, ricerche di mercato fatte da avvocati, magistrati e politici. Prevedeva un unico tribunale Lanciano-Vasto con sede nel Palazzo degli studi, messo a disposizione gratuitamente dal Comune con un risparmio di 250mila euro annui, mentre a Vasto sarebbero rimaste Procura, polizia giudiziaria e altri servizi. Progetto riproposto nei giorni scorsi. Ma che resterà, a quanto pare, solo sulla carta.
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