Lega, operazione “vendetta” contro Gatti e D’Annuntiis

Stop alla designazione del primo alla Corte dei conti, e delega ai trasporti tolta al secondo Esultano centrosinistra e M5S. Sospiri chiede di incontrare Marsilio che però difende i due
L’AQUILA. Il Gatti è tratto, direbbe Quaresimale varcando il Rubicone. Ma a parte la storia, la Lega Abruzzo mette in atto la vendetta politica. Cambia idea e, nella riunione dei capigruppo, chiede al presidente, Lorenzo Sospiri, di revocare la designazione alla Corte dei Conti abruzzese di Paolo Gatti per portarla in aula. È un posto che vale quasi come l’oro: 200.000 euro l’anno per 5 anni. Quindi è una nomina da 1 milione. Ma prima di vendicarsi la Lega si è assicurata la sponda nel centrosinistra. Alla vigilia della riunione di ieri, ha trovato l’accordo trasversale con il consigliere Sandro Mariani che in commissione ha poi alzato la palla al capogruppo del Carroccio, Pietro Quaresimale, per la schiacciata su Gatti, dato ormai in quota Fratelli d’Italia. Il casus belli è stato la Caporetto della Lega nella nomine al Ruzzo, il partito teramano dell’acqua. Un patto trasversale tra Gatti e Tommaso Ginoble (Italia Viva), con la benedizione di Umberto D’Annuntiis (Forza Italia), ha escluso la Lega dalle poltrone, ed ha scatenato la reazione del commissario regionale, Luigi D’Eramo. Nel mirino è così finito anche D’Annuntiis. Ma andiamo per ordine, tornando nella riunione dei capigruppo.
Prende la parola Mariani che solleva il problema della designazione di Paolo Gatti perché, anche se l’ex consigliere regionale giura di aver dato l’addio alla politica, proprio il caso del Ruzzo dimostra il contrario, e lo priva della terzietà che dovrebbe avere un non togato della giustizia contabile.
Mariani fa da sponda a Quaresimale, ma prima del leghista parla Sara Marcozzi (M5S) che rammenta a Sospiri la differenza tra nomina e designazione. La prima rientra nei poteri del presidente, la seconda tocca invece all’aula. «Sono due istituti ben distinti», tuona la 5 Stelle. E Quaresimale si alza per affondare la lama.
Il leghista di Campli dice a Sospiri di far decidere la designazione di Gatti al consiglio. Il presidente lo corregge ricordandogli che occorre prima revocarla. E Quaresimale riformula la richiesta che sancisce la spaccatura tra Lega e Fratelli d’Italia perché lo sponsor di Gatti è il governatore Marco Marsilio in persona.
Il tema ora è: che cosa farà Sospiri? Interpellato dal Centro, dichiara: «Non posso non tener conto del primo partito della maggioranza, ma l’iter seguito per la designazione è legittimo». Quindi che accadrà? «Prima di decidere», ribatte, «sentirò Marsilio. Ho già chiesto un incontro, è questione di ore». Ma il governatore ha già deciso. Per lui parla Guerino Testa che blinda Gatti.
Il dietro le quinte della politica svela poi che Gianfranco Giuliante ha chiesto a Marsilio di togliere a D’Annuntiis la delega ai trasporti, sempre per vendicare l’onta del Ruzzo. Marsilio però ha perentoriamente rispedito al mittente la richiesta: «Le deleghe le decido io». Altro strappo, mentre l’opposizione cavalca l’onda e, dopo Mariani e Marcozzi, intervengono Silvio Paolucci, Giovanni Legnini, Antonio Blasioli e Americo Di Benedetto: «Le nomine che hanno unito il centrodestra sono anche quelle che ora lo spaccano. Quella di Gatti alla Corte dei Conti è forzata e illegittima, ora lo afferma anche la lega con un durissimo dietrofront». Anche la battuta finale del centrosinistra non è da buttar via: «E se i 200.000 euro l’anno previsti dall’incarico venissero destinati a progetti per l’Abruzzo?». Post scriptum: dal centrodestra fanno sapere che per quanto riguarda il Sudoku dei candidati sindaci, che fino a 48 ore fa spaccava la coalizione composta da Lega, Forza Italia, Fli e Udc, si troverà la soluzione accontenta-tutti, cioè Chieti al Carroccio, Avezzano a Fratelli d’Italia e Lanciano a Forza Italia. Sarà vero?

