Lega, una nuova nomina finisce nel caos

1 Ottobre 2019

Dopo il caso della compagna, impugnata anche la delibera di Fioretti per gli incarichi nell’Asp di Pescara. L’ira di Marsilio

L’Aquila. Dopo il caso della compagna dell’assessore leghista Piero Fioretti nominata in un organismo della Commissione Stato Regioni ne scoppia subito un altro che scuote gli ambienti della Lega abruzzese finiti nel mirino del leader del partito, Matteo Salvini. Una delibera, fatta approvare in giunta dallo stesso assessore dell’incarico in famiglia, ha infatti messo in difficoltà il governatore, Marco Marsilio che, questa volta, ha però immediatamente reagito per evitare di diventare il capro espiatorio della Lega e del suo segretario, Giuseppe Bellachioma. Il caso è esploso ieri, prima che si aprissero i lavori in giunta. Il difensore civico regionale, l’avvocato Fabrizio Di Carlo, dopo aver ricevuto da un collega di Francavilla una chiara diffida alla Regione, l’ha girata alla dottoressa Daniela Valenza, del servizio Assistenza atti del presidente e della giunta regionale. La diffida si riferisce a una delibera voluta da Fioretti con cui la giunta Marsilo ha nominato il nuovo vertice dell’Azienda pubblica servizi alla persona di Pescara. Un atto su cui pesano vizi di legittimità. Senza entrare, per ora, nel discorso tecnico amministrativo, raccontiamo le tappe.
Il 10 settembre scorso, l’esecutivo regionale, su proposta dell'assessore leghista alle Politiche sociali, nomina Oreste Di Lorenzo nuovo Presidente dell'Asp pescarese. La giunta rinnova anche l'assemblea dei portatori d’interesse dell'Asp che si occupa di servizi sociali: dalla scuola dell'infanzia alle case per anziani, allo Sprar.
Il nuovo presidente dell'azienda pescarese, già sindaco di Villa Celiera, viene così affiancato da Achille Ursini, originario di Loreto Aprutino e residente a Montesilvano, che rappresenta la Regione nell'assemblea dei portatori di interesse. E Fioretti, in quell’occasione, dichiara di puntare molto sulle Asp, «come aziende di supporto ai Comuni per l'attuazione del Piano sociale di zona». Ma non immagina quello che sarebbe accaduto dopo. La delibera, non concordata con il capo politico della Lega, Bellachioma, diventa la prima causa di rottura tra i due. Una rottura che poi si aggrava quando la compagna dell’assessore viene indicata dallo stesso Fioretti al governatore Marsilio come la persona da nominare in un organismo della Conferenza Stato Regioni. E Marsilio lo fa, senza porsi alcun problema perché, come dirà a chi gli sta molto vicino, neppure sa o ricorda che Caterina Longo, avvocatessa ed esponente rosetana della Lega, è la compagna dell’assessore leghista contro cui ora si scaglia non solo mezzo partito ma anche il governatore che ieri sera, in giunta, gli ha sistematicamente dato degli stop, a partire dalla delibera sull’Asp per la quale Marsilio non ha esitato di annunciarne la revoca, dopo che si sarà espressa l’avvocatura regionale. Ma a Fioretti è stato anche impedito di presentare, sul filo di lana e come fuorisacco, una delibera su non meglio identificati fondi che scadrebbero proprio oggi, di cui però nessuno sapeva nulla, neppure il governatore. Tra i due, quindi, il rapporto è diventato molto teso.
Qualcuno dice che è già chiaramente compromesso. Marsilio si aspetta che, da un momento all’altro, la compagna di Fioretti gli presenti le dimissioni dall’organismo della commissione Stato Regioni che si occupa di adozioni internazionali. Ma nemmeno questo gesto basterebbe per far tornare le cose al loro posto dopo che anche la delibera dell’Asp è diventata un caso molto imbarazzante.