Legambiente: è caos concessioni, non c’è la vera mappa della costa

L’associazione scende in campo e accusa il Governo di gravi ritardi e decisioni non ancora adottate Di Marco: «Così anche la Regione Abruzzo e i Comuni stanno procedendo nella confusione totale»
PESCARA. Caos concessioni spiagge: Legambiente scende in campo denunciando un vero "Far West". Stando ai dati del Rapporto spiagge 2024, elaborato dall'Osservatorio nazionale Città clima, che analizza gli impatti dell'erosione e gli eventi meteo estremi nelle aree costiere, appena il 33% delle coste italiane è oggetto di concessione balneari. Un'emergenza a cui si somma quella climatica. In Abruzzo si registrano, in media, 14 eventi tra allagamenti, mareggiate, esondazioni, frane e grandinate con un’erosione costiera che arriva al 21,7%. Interi tratti di litorale abruzzese ormai inutilizzabili.
SBLOCCARE CONCESSIONI. Tutelare le spiagge. È la priorità per Legambiente, «affinché possano continuare a rappresentare una straordinaria risorsa ambientale, in grado di sostenere un settore turistico basato sulla valorizzazione dell’identità culturale dei luoghi. È necessaria una visione illuminata e una pianificazione coerente che tenga conto degli obiettivi di adattamento ai mutamenti climatici e di mitigazione dei dissesti, elevando la qualità della gestione ambientale sostenibile delle nostre spiagge», spiega Giuseppe Di Marco, amministratore di Legambiente Abruzzo, che invita la Regione «a fare la sua parte».
Quanto alle concessioni balneari, secondo la mappatura, arrivata a fine ottobre 2023, della commissione prevista dalla Legge per il mercato e la concorrenza 2021, appena il 33% delle coste italiane ne è oggetto. «Un calcolo anacronistico e inesatto», sottolinea Di Marco, «come la stessa Commissione Europea ha espresso al Governo, che prende in considerazione il livello nazionale senza considerare le situazioni specifiche delle regioni e che include anche aree industriali, porti e coste rocciose. Da allora, il Consiglio di Stato ha affermato con tre sentenze che le proroghe generalizzate delle concessioni demaniali agli stabilimenti sono illegittime perché in contrasto con la normativa dell'Ue e che, entro il 31 dicembre 2024, i Comuni dovranno bandire procedure di gara imparziali e trasparenti. Ma, complice il ritardo del Governo, anche la Regione Abruzzo e i Comuni stanno procedendo nella confusione totale senza un quadro normativo unico di riferimento».
EROSIONE COSTIERA.
I dati sull'erosione poi sono tutt'altro che confortanti. L'Osservatorio Città Clima di Legambiente, dal 2010 a giugno 2024, rileva un aumento del numero degli eventi meteo estremi nei comuni costieri: 816 sul territorio nazionale (14,6% in più rispetto al bilancio dello scorso anno in cui erano stati 712), avvenuti in 265 dei 643 comuni della costa (pari al 41,2%). In Abruzzo sono stati rilevati 14 eventi.
«Innalzamento della temperatura e del livello del mare, erosione costiera, eccessiva antropizzazione dei litorali, inondazioni, eventi meteo estremi: le nostre coste italiane sono in una condizione di forte fragilità», dichiara Silvia Tauro, presidente Legambiente Abruzzo, «con il nuovo report chiediamo piani di adattamento e strumenti di governance che riducano i rischi per le persone, le abitazioni e le infrastrutture, di adempiere al diritto di una fruizione libera della spiaggia e fermare le mani di chi vuole accaparrarsi pezzi di costa a proprio piacimento. Davanti a uno scenario così drammatico, fa specie che in Italia e in Abruzzo il dibattito sulle coste si riduca solo al tema della Bolkestein: di questo passo, infatti, fra qualche anno non ci saranno più spiagge da affidare in concessione». Nel 2021 la Regione Abruzzo ha pubblicato il Piano di difesa della costa, per affrontare i problemi relativi all’erosione, agli effetti dei cambiamenti climatici e agli inquinamenti: è la base per la pianificazione degli interventi di gestione della fascia costiera che ne definisce il quadro programmatorio e attuativo.
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