Legambiente: schiaffo per l’intero Abruzzo

Le parti civili: una sentenza-vergogna come il verdetto sull’eternit, adesso ci teniamo il disastro
CHIETI. «Una vergogna», dice Legambiente; «uno schiaffo agli abruzzesi», aggiunge il Wwf mentre il Movimento 5 Stelle commenta così la sentenza sulla mega discarica di Bussi: «In Italia la giustizia è morta». La lettura della sentenza che ha assolto i 19 imputati dall’avvelenamento e derubricato il disastro doloso in colposo dichiarandolo prescritto è stata una doccia gelata per i comitati ambientalisti, alcuni parti civili nel procedimento, e che non hanno mai perso un’udienza del processo di Bussi. «Dopo la sentenza dell'eternit ancora una sentenza che non trova i colpevoli», commentano Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, e Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. «Il disastro ce l’abbiamo, esiste, e ce lo teniamo» è l’amara conclusione di Augusto De Sanctis, referente del Forum Acque Abruzzo, e storico protagonista delle associazioni ambientaliste per il processo sulla megadiscarica. De Sanctis, a questo punto, chiede la «riapertura dei pozzi Sant’Angelo, quindi a valle della megadiscarica, che furono chiusi nel 2007 dopo le nostre battaglie. Sono i pozzi che ancora oggi inquinano, perché evidentemente non sono un reato», conclude. Era in aula Salvatore Lagatta, il sindaco di Bussi sul Tirino, che ha accolto con stupore la sentenza della Corte d’Assise che ha assolto e prescritto tutti gli imputati. «Mi auguro ora», ha detto La Gatta, «che come per la vicenda dell'amianto cresca lo sdegno della pubblica opinione». A commentare la sentenza interviene anche il deputato del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca: «La sentenza di oggi, al di là delle questioni squisitamente procedurali e tecniche, certifica innanzitutto un dato inconfutabile: la giustizia in Italia è morta e neanche la magistratura ormai tutela i diritti dei cittadini».
«Una breve camera di consiglio e uno scarno dispositivo pongono una pietra tombale sul primo grado di Bussi», nota invece il sindaco di Pescara Marco Alessandrini. «La sentenza grida vendetta», interviene Maurizio Acerbo, ex deputato e consigliere comunale di Prc. «Non bisogna rassegnarsi a questo risultato, ma trovare tutti gli strumenti perché giustizia sia fatta», afferma il presidente della commissione Ambiente alla Camera Ermete Realacci. «La sentenza è una conferma della necessità della legge sugli ecoreati».
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