Legambiente: «Spiagge libere in calo»

31 Luglio 2022

In Abruzzo garantito il 20% di arenile pubblico, ma aumentano erosione e concessioni

PESCARA. Erosione e concessioni balneari sono in crescita: in Abruzzo come in Italia è quindi «sempre più complicato trovare una spiaggia libera lungo le coste». A scattare questa fotografia è il “Rapporto spiagge 2022” realizzato da Legambiente e diffuso nei giorni scorsi.
LE CONCESSIONI BALNEARI
Secondo il rapporto, sui 114 chilometri di costa sabbiosa fruibile, in Abruzzo ci sono 1.663 concessioni demaniali, di cui 891 con stabilimenti. Ma viene rispettata complessivamente la quota minima del 20% di arenile libero fissato dalla normativa regionale. Solo due località in regione, infatti, hanno soglie inferiori: si tratta di Pescara, che secondo Legambiente ha l’84% di costa occupata da concessioni, e Alba Adriatica con l’83%. Percentuali alte di occupazione ma comunque nella norma anche per Francavilla al Mare (76,3%) e Montesilvano (73,6%).
Il record italiano, in questo senso, è della romagnola Gatteo, che ha il 100% di costa sabbiosa in concessione. Mentre la normativa più virtuosa, tra le Regioni, è quella pugliese, pari merito con quella sarda, dove la quota minima di spiaggia libera è fissata al 60%.
L’EROSIONE COSTIERA
Secondo il rapporto di Legambiente è soggetto ad erosione il 63% della costa abruzzese, pari a 82 chilometri lineari. La colpa è anche della «intensificazione di fenomeni meteorologici estremi, quali mareggiate e trombe d’aria». Ma il rapporto punta il dito anche contro «la profonda artificializzazione del litorale» che «ha aggravato il problema innescando fenomeni di erosi dovuti all’alterazione della naturale dinamica litoranea». E «la catena di opere rigide in mare realizzata negli ultimi decenni ha risolto ben poco dei problemi locali e spostato via via l’erosione nel senso di scorrimento della corrente longitudinale litoranea di fondo».
Per il rapporto, i tratti maggiormente colpiti sono quelli di Alba Adriatica e Martinsicuro a nord, quelli di Montesilvano e Casalbordino al centro e la costa dei trabocchi di Fossacesia a sud. Il rapporto cita nel dettaglio il caso di Montesilvano, dove «la crisi erosiva a sud del fiume Saline ha continuato ad estendersi nonostante un sistema di opere a difesa realizzato a più riprese». Ma cita anche la situazione nel nord del Teramano, sia per quanto riguarda la nuova “spiaggia di alimentazione a a rilascio controllato” da due milioni di euro, appena realizzata nella costa albense ma che ha già incontrato evidenti criticità, sia per il grande progetto previsto da 50 milioni di euro per la realizzazione di barriere protettive dal fiume Tronto fino al porto di Giulianova. (l.t.)