Legge elettorale e nuovi ingressi: il piano parte tra quattro giorni

22 Ottobre 2022

Marsilio punta a due obiettivi per blindare da subito la rielezione nel 2024: fare spaccare l’opposizione E permettere a Forza Italia di piazzare in Consiglio anche Gabriele Astolfi. Basta cambiare lo Statuto

L’AQUILA. Marco Marsilio non perde tempo. Sfrutta il momento e cavalca l’onda con il vento in poppa per il centrodestra guardando dritto verso l’orizzonte, ovvero le elezioni regionali del 2024. Ridisegna da subito le regole e mette il collante tra i pezzi della coalizione per arrivare blindato al traguardo.
Le regionali, in altre parole, devono per il governatore ricandidato bissare il successo delle elezioni del 25 settembre segnate dalla performance di Fratelli d’Italia. E per farlo, Marsilio, accelera non solo sula nuova legge elettorale che, come vedremo in seguito nell’articolo, ha il preciso scopo di spacchettare e dividere le opposizioni già da ora. Ma c’è anche un secondo conto in sospeso che il governatore si porta dietro dall’inizio della sua avventura abruzzese, ed è quello di accontentare gli alleati di coalizione per evitare che gli facciano sgradite sorprese da qui al voto regionale. Non tutti i compagni di partita però possono recriminare qualcosa. La Lega, per esempio, non può pretendere nulla di più di quanto ha già.
Non è così per Forza Italia del rieletto parlamentare Nazario Pagano e degli ex An, Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio, e Mauro Febbo, capogruppo consiliare. Sono i forzisti infatti che lo incalzano da mesi rivendicando una poltrona in più all’emiciclo.
E Marsilio non può più concedersi rinvii. Arriviamo quindi alla doppia notizia che si concretizza tra appena quattro giorni. Mercoledì prossimo infatti si riunirà la Commissione speciale Statuto, presieduta dal sottosegretario con deleghe in giunta, Umberto D’Annuntiis, che, peraltro, è direttamente chiamato in causa nel piano di Marsilio. Vedremo perché.
La convocazione è stata notificata ieri a tutti: maggioranza e opposizione. Eccone il testo: «La Commissione per l’attuazione e le modifiche allo Statuto, per le modifiche alla legge elettorale e per lo studio del regionalismo differenziato, è convocata per il giorno mercoledì 26 ottobre 2022, alle ore 10, nella la sala D’Annunzio del palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, con il seguente ordine del giorno: 1) illustrazione del Progetto di legge regionale numero 275/2022 d’iniziativa del presidente della giunta regionale Marco Marsilio, recante: “Modifiche alla legge regionale del 2 aprile 2013, numero 9, recante norme per l’elezione del Consiglio regionale e del presidente della giunta regionale”. 2) Progetto di legge regionale numero 3 del 2019 d'iniziativa dei consiglieri Sospiri e Daniele D’Amario recante: "Modifica della legge regionale 30 dicembre 2004, numero 51 (Disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale)». E infine il terzo punto che fa quadrare il piano: «Progetto di legge statutaria regionale numero 4/2019 d'iniziativa dei consiglieri Sospiri e D'Amario, recante: “Modifica dello Statuto regionale”».
Il burocratichese dell’avviso si traduce in termini più comprensibili in due notizie. La prima è che c’è già il via libera all’iter della nuova legge elettore firmata Marsilio che prevede un collegio elettorale unico, grande quanto l’intero Abruzzo, l’introduzione della tripla preferenza di genere, l’assegnazione dei seggi con criterio proporzionale, l’aumento del numero di nomi nelle liste e, per finire, l’ampliamento da uno a due dei candidati presidenti non eletti che entreranno in Consiglio. Ma quest’ultima modifica è una mina scoppiata sotto i piedi delle opposizioni, schierate già per il no (leggi Pd) e per il sì (M5S e Terzo Polo). Tra di loro urge un confronto per non restare nella trappola politica tesa da Marsilio. Che punta a un secondo colpo: la modifica dello Statuto regionale per permettere la surroga del sottosegretario D’Annuntiis, ex FI passato in FdI, con l’ingresso in Consiglio di Gabriele Astolfi, primo dei non eletti per Forza Italia nel Teramano.
Due piccioni con una fava.