Legna lungo gli argini: sì alla raccolta per l’autoconsumo

14 Giugno 2024

L’AQUILA. Privati cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici, possono effettuare la raccolta di legna presente a terra, cioè piante divelte, tronchi e ramaglie, al solo fine dell’autoconsumo,...

L’AQUILA. Privati cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici, possono effettuare la raccolta di legna presente a terra, cioè piante divelte, tronchi e ramaglie, al solo fine dell’autoconsumo, per una lunghezza massima del tratto di un chilometro, per un limite massimo di 50 quintali e per un periodo massimo di 60 giorni. L’avviso, pubblicizzato ieri dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Infrastrutture e Trasporti, Umberto D’Annuntiis, riguarda le aree appartenenti al demanio fluviale dello Stato, non di proprietà privata, nei corsi d’acqua di competenza della Regione Abruzzo. Chi è interessato deve presentare una apposita istanza corredata da marche da bollo e spese di istruttoria.
«Chi farà richiesta», spiega l’assessore D’Annuntiis, «potrà approvvigionarsi di legna per l’autoconsumo, con un contributo economico minimo, svolgendo contemporaneamente un servizio per la collettività, visto che in prossimità delle sponde fluviali vi è la presenza di materiale legnoso utile per la produzione di energia, proveniente dai naturali processi di ricambio stagionale e che viene trasportato dalle piene, la cui raccolta permette di contribuire alla mitigazione dei fenomeni di esondazione».
«La modalità di presentazione della richiesta», continua l’assessore, «è stata disciplinata da una delibera di giunta regionale, la numero 19 del 18 gennaio 2024, che riguarda “l’approvazione della direttiva sulla raccolta legname presente sulle sponde e sugli argini dei corsi d’acqua di competenza regionale”».
La richiesta dev’essere presentata tramite Pec ai servizi dei Geni Civili e per conoscenza ai Carabinieri Forestali territorialmente competenti, unitamente ad una planimetria catastale, con l’esatta ubicazione della zona, corredata di fotografie dello stato di fatto e da una copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, marche da bollo e spese di istruttoria.
«Peri semplificare la presentazione dell’istanza», conclude D’Annuntiis, «gli uffici dei Geni Civili hanno predisposto un apposito modello, completo di dichiarazioni, con l’elenco dei documenti e dei versamenti da fare». (c.s.)
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