Legnini: aziende, puntate di più sulla ricostruzione

22 Giugno 2022

Il commissario ai lavori post sisma lancia un appello alle imprese dell’edilizia: «Meno Superbonus. Ora sono prioritari gli interventi nelle aree terremotate»

«I professionisti e le imprese edili devono tornare a lavorare alla ricostruzione post-sisma. Un processo affidabile, rodato e collaudato. Ricostruire l'Abruzzo e il Centro Italia è una necessità inderogabile. Negli ultimi due anni abbiamo fatto passi notevoli, ma da quando è stato introdotto il Superbonus 110% il trend di crescita dei cantieri della ricostruzione si è arrestato».
L’appello del Commissario alla ricostruzione per il sisma 2016, Giovanni Legnini, poggia su basi fondate. Numeri alla mano, Legnini tratteggia lo scenario dentro il quale ci si sta muovendo. Dati che destano preoccupazione.
Il Superbonus 110% sta scalzando la ricostruzione o, quantomeno, ha posto un freno all'apertura dei cantieri. Perché?
«I dati complessivi dimostrano che nel 2021 e nella seconda parte del 2020 si è registrata una forte accelerazione della ricostruzione, ma da quando è stato introdotto il Superbonus e con l'esplosione dei prezzi dei materiali dell'edilizia, professionisti e imprese, senza i quali la ricostruzione non si fa, si sono indirizzati in buona parte sul 110% con lavori privi di una remunerazione garantita, oppure hanno accusato problemi legati all'aumento dei prezzi».
Con quali conseguenze per il mercato?
«Dall'inizio dell'anno stiamo assistendo ad una minore crescita della ricostruzione post-sisma con i cittadini non trovano le imprese e i progettisti. Reputo che il Superbonus 110% sia stata una misura di straordinaria importanza, ma per la ricostruzione il 110 è stato un grave e un enorme problema perché i 61mila edifici da ricostruire nelle quattro regioni del Centro Italia sono quelli che avrebbero avuto diritto a una priorità. È necessario prima recuperare le abitazioni danneggiate, poi mettere in sicurezza quelle delle aree ad alto rischio sismico, infine le periferie. 110% sì, ma in modo selettivo».
Eppure di misure e agevolazioni ne avete messe in campo molte, per accelerare la ricostruzione. Una marea di ordinanze e pratiche più veloci.
«Abbiamo adeguato il prezziario con meccanismi di compensazione degli incrementi anche sui cantieri in corso e sui lavori eseguiti dal 1° luglio 2021, in forma retroattiva, ascoltando i professionisti, le associazione di categoria e con la partecipazione attiva delle Regioni. Al contrario del 110%, che poggia sul credito d'imposta, con i flussi di denaro che passano attraverso le banche e vengono erogati a singhiozzo, le imprese nella ricostruzione usufruiscono di pagamenti costanti con risorse garantite velocemente. Lo dico nell'interesse dei cittadini, ma anche delle imprese: è opportuno lavorare alla ricostruzione post-sisma, che resta l'elemento più remunerativo per ditte e professionisti. Il percorso tracciato con tutte le istituzioni coinvolte ha portato la ricostruzione ad essere più attrattiva del 110%. Non esiste un comparto del mercato o delle opere pubbliche in cui il flusso del lavoro, e dei pagamenti, è certo ed affidabile, come nella ricostruzione».
A che punto siamo in Abruzzo?
«La situazione era molto difficile, ma nell'ultimo anno, grazie alle nuove regole e all'Ufficio speciale, c'è stato un avanzamento importante, con un recupero superiore alle altre regioni. In ogni caso c'è ancora tantissimo da fare. Nel 2017 avevamo stanziato 4 miliardi di euro per la ricostruzione privata nelle quattro regioni: all'inizio di quest'anno abbiamo esaurito i fondi e iniziato ad utilizzare le nuove risorse stanziate dal Governo Draghi con la legge di Bilancio, altri 6 miliardi di euro. Siamo a 4miliardi e 200 milioni consessi e quasi 2 miliardi erogati, a cui si aggiungono ingenti risorse per la ricostruzione pubblica con 227 nuove scuole nuove finanziate, procedure velocizzate e finanziamenti diretti per le chiese. Ci accingiamo, inoltre, a stilare un nuovo programma con le risorse del fondo complementare del Pnrr».
E sulla ricostruzione pubblica com’è la situazione?
«In questo caso, la crescita sensibile nella realizzazione dei cantieri e nella spesa per le opere pubbliche, avuta nel 2021, è proseguita anche nei primi cinque mesi di quest'anno con un'ulteriore accelerazione. Le semplificazioni normative e l'adozione delle Ordinanze speciali in deroga stanno cominciando a produrre risultati importanti e lasciano prevedere nuovi, significativi, progressi nei prossimi mesi con 1.940 opere finanziate».
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