Legnini: «La famiglia Di Lorenzo esempio di compostezza umana»

27 Dicembre 2016

Il vicepresidente del Csm cita le parole di papa Francesco. Il senatore Razzi polemizza con Poletti D’Alfonso: «Spero che il fratello di Fabrizia, giovane straordinario, possa trovare qui il proprio futuro»

SULMONA. Le più alte cariche dello Stato hanno partecipato al funerale di Fabrizia Di Lorenzo, la giovane che lavorava a Berlino e che è stata uccisa dal camion guidato da un terrorista.

Sono intervenuti alla messa solenne celebrata nella cattedrale di San Panfilo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il ministro dell’Interno, Marco Minniti. Entrambi, rispettando la volontà della famiglia che ha voluto un rito funebre non di Stato, non hanno rilasciato dichiarazioni all’uscita.

Messaggi di cordoglio per la famiglia sono arrivati dagli altri rappresentanti istituzionali arrivati a Sulmona.

«La famiglia rappresenta uno straordinario esempio di compostezza e umanità», è intervenuto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, «vale il dolore, lo strazio per questa tragedia, ma vale soprattutto il monito del Papa, del vescovo e del presiedente della Repubblica per la pace e contro la violenza terroristica e la violenza in generale».

Poche parole in segno di rispetto anche da parte del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

«Questa è una tragedia più grande di noi», ha detto, «ora dobbiamo solo riflettere su questa lezione di dignità da parte dei familiari. Ho conosciuto il fratello di Fabrizia, un ragazzo altrettanto meraviglioso che sta per laurearsi a Torino. Spero che possa trovare qui il suo futuro».

Si schiera dalla parte dei cervelli in fuga il senatore, Antonio Razzi.

«Bisognerebbe consegnare una medaglia ai ragazzi che vanno a studiare e a lavorare all’estero», ha dichiarato, «e non offenderli come ha fatto il ministro Poletti. Soprattutto, andrebbero create le condizioni per evitare che emigrino all’estero, alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore».

«Perdere una figlia deve essere il dolore più grande per un genitore, figuriamoci in queste circostanze», ha aggiunto il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio.

«Questa è la testimonianza della vicinanza alla famiglia che mai troverà consolazione per questa immane tragedia», ha dichiarat con gli occhi lucidi la senatrice sulmonese Paola Pelino.

«La città sta partecipando a questo immenso dolore e la grande compostezza della famiglia deve farci riflettere sulla necessità di rimanere uniti», ha aggiunto visibilmente commosso l’assessore regionale alle Aree interne, Andrea Gerosolimo.

«Fabrizia era a Berlino per lavorare, visto che l’Italia non riesce a dare un lavoro e un futuro a tanta parte della sua migliore gioventù», ha commentato il deputato Gianni Melilla, «l’emigrazione è una storia vecchia che l’Abruzzo conosce bene: nel secolo scorso sono stati più di un milione gli abruzzesi costretti ad emigrare nelle Americhe, in Australia e nel Nord Europa. Oggi è il momento del lutto e vogliamo esprimere tutta la nostra partecipazione al dolore immenso della famiglia di Fabrizia».

Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la visita ad Amatrice, ha voluto sottolineare il sacrificio dei giovani costretti ad emigrare all’estero per lavorare.

«Fabrizia è l’espressione bella dei nostri giovani che cercano opportunità anche all’estero», è intervenuta, «lei, come altri giovani, e penso a Valeria Solesin e Giulio Regeni, è l’espressione di una gioventù curiosa e piena di entusiasmo e attenta a nuove forme di contemporaneità rispetto al lavoro».

Ieri a Sulmona anche i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, e dell’Aquila, Massimo Cialente, il presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, la senatrice Stefania Pezzopane e l’europarlamentare Andrea Cozzolino. «La nostra presenza è segno di solidarietà alla famiglia e alla città di Sulmona colpite da tanto dolore per la tragica fine di una ragazza figlia del nostro territorio», ha sottolinea il presidente e Crescentiis.

E nel giorno dei funerali arriva anche l’appello dei Giovani dell'Udc alla politica «a non litigare e a creare le condizioni per far tornare i giovani a sperare». Queste le parole di Riccardo Cicchetti, coordinatore regionale dei giovani Udc: «Si cambi registro in Abruzzo: bisogna riorganizzare la nostra speranza nel futuro».

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