Leontino e Virginia, la bellezza di amarsi a 70 anni dalle nozze

Lui ha 94 anni, lei 93 e vivono a San Giovanni Teatino con la grande famiglia che hanno creato Il segreto di un matrimonio così lungo? Litigare come Sandra e Raimondo e contare l’uno sull’altra
PESCARA. Una storia d’amore lunga settant’anni, sbocciata sulle macerie del secondo dopoguerra, tra un ballo di coppia nel salone dei vicini di casa e una pannocchia da sgranare.
È quella che unisce Leontino Diodato, 94 anni, e Virginia Di Lorito, 93, di San Giovanni Teatino. I due coniugi hanno festeggiato ieri il loro 70esimo anniversario di matrimonio, celebrato anche con una visita del sindaco Luciano Marinucci. Un record invidiabile che in pochi possono vantare. Sempre insieme, sotto lo stesso tetto in via Caldarelli, Leontino e Virginia possono contare sull’amore incondizionato dei tre figli Vincenzo, 69 anni, Anna Dea, 67, e Renato 59. Cinque volte nonni e tre volte bisnonni, rappresentano un esempio di forza, costanza e dedizione.
Nonostante gli acciacchi dell’età, il loro amore che resiste all’avanzare del tempo e alle fatiche della vita è la dimostrazione concreta di come sia possibile superare uniti ogni difficoltà. Il loro motto, come racconta la nipote Paola Pelusi, è: “La bellezz’ fin alla port e la bontà fin alla mort”. Un proverbio popolare che indica quanto per la longevità di un rapporto non sia importante la bellezza esteriore di una persona, ma piuttosto il suo carattere e la sua bontà d’animo in grado di sopravvivere fino alla morte. Leontino e Virginia, originari di San Giovanni Teatino lui e di Capagatti lei, si sono conosciuti intorno ai vent’anni, quando la famiglia Di Lorito va ad abitare a pochi metri dalla famiglia Diodato. Galeotte furono quelle serate a casa dei vicini di casa, quando i giovani si riunivano per «ballare e sgranare le marrocche». È stata in una di quelle feste che Leontino si è innamorato di Virginia e ha preso la decisione di lasciare la fidanzata di allora per chiederla in sposa.
«I miei nonni sono dei lavoratori infaticabili», racconta la nipote Paola, «il loro segreto probabilmente è quello di riuscire sempre ad aiutarsi e a spalleggiarsi in qualsiasi circostanza. Noi li chiamiamo Sandra e Raimondo, perché stanno sempre a beccarsi e stuzzicarsi in qualsiasi momento della giornata. Ma in maniera simpatica, infatti non ricordo mai di aver assistito a un litigio serio in nostra presenza”. I valori genuini di una volta si uniscono alla forza delle tradizioni familiari. «Nonno Leontino», prosegue Paola, «ha prima lavorato in campagna, poi è riuscito a farsi assumere come muratore. Ricordo che andava a lavoro in motorino perché non ha mai guidato. Nonna Virginia invece si è sempre divisa tra i campi e la cura della casa e della famiglia. Fino a quando ha avuto la forza, a tavola non è mai mancata la pasta fatta in casa, soprattutto sagne, gnocchi e ravioli. Per lei era impensabile andare a comprarla, mi diceva: Che ci vuole, basta un po’ d’acqua e di farina».
«La loro casa», rimarca la nipote, «è sempre stata aperta a chiunque ne avesse necessità. Tra gli aneddoti di famiglia ricordo un prestito di 50 mila lire che andava e veniva tra i vari parenti. Siamo una famiglia semplice, che vive del proprio lavoro, però ci siamo sempre fatti in quattro per aiutare chiunque avesse bisogno di quel poco per costruire o realizzare qualcosa. Ho vissuto con loro per tre anni. Quando i miei genitori sono andati in Germania per cercare lavoro, sono stati i nonni a insegnarmi a leggere e a scrivere. Mi hanno dato tanto, sono un esempio di amore e generosità». Nei momenti di lucidità, quando nonna Virginia sente la nipote lamentarsi delle difficoltà del matrimonio, non disdegna un rimbrotto: «Mi ripete sempre: Perché non lo sapevi a cosa andavi incontro?», sorride Paola Pelusi, «penso che il segreto sia tutto qui: sorreggersi e capirsi a vicenda».
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