Lesioni e minacce Giancaterino querela Tanda e Matrone

L’ex sindaco di Farindola finisce in ospedale e poi va dai carabinieri Il presidente del comitato: «A essere aggredito è stato Matrone»
PENNE. Lesioni, minacce ed ingiurie. Questi i reati per i quali Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola e fratello di Alessandro, una delle vittime della tragedia di Rigopiano, ha sporto querela nei confronti di Gianluca Tanda e Giampaolo Matrone. Secondo la versione dei fatti raccontata da Giancaterino, Tanda (presidente del comitato parenti delle vittime di Rigopiano) e Matrone (uno degli 11 superstiti di Rigopiano che sotto le macerie ha perso la moglie Valentina) l’avrebbero aggredito con pugni e spintoni. Il tutto sarebbe accaduto lunedì sera, in occasione di un avvenimento organizzato a Farindola per celebrare il passaggio del Giro d’Italia. Dopo un saluto poco cortese tra i tre, pare siano volate parole grosse e dalle parole si sarebbe passati alle mani. Giancaterino ha subito chiarito di non aver partecipato ad una rissa ma di essere stato esclusivamente aggredito dai due. L’ex sindaco di Farindola si è poi recato all’ospedale San Massimo di Penne e si è sottoposto ad accertamenti. Il pronto soccorso ha stabilito per lui una prognosi di 7 giorni per contusioni al viso e agli arti. Giancaterino ha quindi sporto denuncia nei confronti di Tanda e Matrone al comando dei carabinieri della compagnia di Penne.
Per il presidente del comitato vittime di Rigopiano, Gianluca Tanda, i fatti sarebbero andati in maniera diversa da come li ha raccontati Giancaterino. «Invito Massimiliano Giancaterino a dire la verità, abbiamo anche le prove. L’aggressione non è stata nei suoi confronti, ma nei confronti di un invalido al 100%. Era presente anche il primo cittadino di Farindola. Soprattutto Giampaolo non merita questo, ha perso la moglie e un arto. Vuole stare a Farindola e parlare con chi dice lui. Noi tutti non abbiamo alcun problema con i farindolesi e per questo non abbiamo mai attaccato pubblicamente i loro tre indagati», ha detto Tanda. Ha preferito non commentare quanto successo anche il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, che al momento del diverbio si trovava nelle vicinanze. Su Facebook Giancaterino ha intanto ricevuto la solidarietà di tantissime persone. Di certo la giornata di ieri non ha portato né alle scuse e né alla pace tra le parti. Che i rapporti tra gli aderenti al comitato e Giancaterino non fossero idilliaci lo si sapeva già. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati dell’inchiesta che punta a trovare eventuali responsabili sulla tragedia Rigopiano, Giancaterino è visto dai membri del comitato come uno dei responsabili. Sindaco del piccolo centro montano dal 2004 al 2009, Giancaterino è indagato in relazione alla mancata adozione del nuovo piano regolatore generale di Farindola e alla mancata convocazione della commissione valanghe, riunitasi l'ultima volta nel 2005.
