Lettera da Francavilla: «Anche a Chieti mancano i medicinali»
Non solo a Pescara, mancano i farmaci. Accade anche a Chieti, come documenta questa lettera inviata da Francavilla: «Sono molto preoccupata per la situazione che si è venuta a creare all'ospedale...
Non solo a Pescara, mancano i farmaci. Accade anche a Chieti, come documenta questa lettera inviata da Francavilla: «Sono molto preoccupata per la situazione che si è venuta a creare all'ospedale Colle dell'Ara. Sono affetta da una malattia autoimmune scoperta nel 2007, e da allora sono seguita, dopo un breve periodo di ricovero, dal reparto di neurologia dell'ospedale. Sto prendendo da alcuni anni una medicina speciale - con un piano terapeutico e una cura la cui ricetta può essere emessa solo dal mio reparto - che può essere fornita solo dalla stessa farmacia dell'ospedale, perché introvabile nelle farmacie comuni, e comunque molto costosa, che non potrei permettermi. Ma la settimana scorsa quando, con tanto di piano terapeutico e ricetta, sono andata come al solito a ritirarla, mi è stato risposto dalla stessa farmacia che erano quasi finite, e che potevano darmi solo una scatola: ne avevano solo due in totale e quindi dovevano razionarle. Allibita, ho chiesto come avrebbero affrontato il problema con il vasto numero di malati che avrebbero potuto presentarsi per richiedere quel medicinale, ma l'imbarazzo da parte loro e la spiegazione mi hanno fatto vacillare: si sono giustificati con il mancato stanziamento dei soldi. Mi hanno rimandato al mese dopo, senza la certezza che la situazione potesse cambiare in qualche modo. Anche altre persone venivano mandate via senza medicine, ma a loro veniva timbrata la ricetta per ritirarle nelle farmacie esterne, mentre io non posso usufruire di questa scelta. Preoccupata, sono andata a parlarne in reparto: "Abbiamo segnalato il problema", tutta qui la risposta . Ma il reparto ha subito un drastico ridimensionamento negli anni: già per farmi seguire dall'ospedale è come fare un percorso a ostacoli. Sono stanca e mi sento abbandonata a me stessa, non vedo un futuro roseo».

