Letteratura, Nobel a Modiano scrittore del tempo perduto

10 Ottobre 2014

L’autore francese di origini italiane premiato dalla Reale Accademia Svedese «per l’arte della memoria con cui ha evocato i destini umani più inafferrabili»

Il premio Nobel per la letteratura per il 2014 è il 69enne francese Patrick Modiano. I bookmaker davano per certa la vittoria di uno scrittore africano o asiatico e invece, per la 15ª volta nella storia, è toccato a un francese. Come si intuisce dal cognome, Modiano ha origini italiane. Nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt, lo scrittore, infatti, è figlio di Albert, un ebreo francese di origini italiane, e di una fiamminga, l’attrice Louisa Colpijn, nota anche col nome d’arte di Louisa Colpeyn. Parte della sua opera è esattamente dedicata alla ricostruzione della figura del padre che da ebreo si ritrovò a collaborare col regime di Vichy. Dopo aver eluso la registrazione nelle liste degli ebrei francesi, come voleva una legge del 1940, l’uomo passerà alla clandestinità, salvo poi ritrovarsi poco dopo a trafficare sul mercato nero con l’Sd, il servizio di sicurezza delle Ss. L’infanzia di Patrick sarà segnata dall’abbandono. Ben poco amorevoli, i suoi genitori finiranno per lasciarlo costantemente a terze persone, tant’è che la sua lingua madre sarà il fiammingo, a causa dei lunghi periodi passati con i nonni materni. L’Accademia Reale Svedese ha consegnato il premio di 1,1 milioni di dollari a Modiano «per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e scoperto il mondo dell’occupazione nazista».

La memoria, i fantasmi del passato, il bisogno di tornare a quel tempo perduto dove affonda le radici la nostra identità. Lo scrittore e sceneggiatore Patrick Modiano scava tra ricordi e oblio, con uno stile semplice e incisivo. Va alla ricerca di “Un Pedigree” (Einaudi) inafferrabile e mai scontato, come si chiama il suo romanzo più autobiografico. «Mi sembra irreale essere finito insieme ad autori come Camus, che ammiravo quando ero bambino e adolescente» ha detto Modiano commentando a caldo l'assegnazione del Nobel. Modiano ha debuttato nella narrativa nel 1968 con “La place de l'Etoile” pubblicato da Gallimard.

La ricostruzione della figura del padre, compromesso con il regime di Vichy, e la capitale francese durante l'occupazione, ma non solo, sono il fulcro della sua ispirazione e di molte sue opere in cui si trova una vena esistenzialista e personaggi enigmatici, misteriosi. Anche nel penultimo romanzo, “L'erba delle notti” viene rievocato il passato attraverso la figura di Jean che ormai adulto cerca di ricostruire attraverso un taccuino, appunti e lettere, situazioni e personaggi di molti anni prima, ma soprattutto continua a cercare Dannie, una misteriosa ragazza che a metà degli anni Sessanta lui frequentava quando, non ancora maggiorenne, viveva a Montparnasse.

Molto amato in Francia dove ha vinto nel 1978 il premio Goncourt con “Rue des boutiques obscures”, e vincitore in Italia del premio Bottari Lattes Grinzane Cavour nel 2012 con il romanzo ispirato alla storia vera di una ragazza ebrea di 15 anni “Dora Bruder” (Guanda), vittima dell'Olocausto, Modiano è autore di oltre trenta romanzi e anche di sceneggiature e libri per bambini, tradotti in numerose lingue. Tra le sue opere diventate film “Villa Triste”, portato sul grande schermo da Patrice Leconte, dove a dominare sono la nostalgia e il sogno, e la sceneggiatura del film di Louise Malle “Cognome e nome: Lacombe Lucienne”. Modiano è stato anche nella giuria del Festival di Cannes nel 2000, presieduta da Luc Besson. Allievo di Raymond Queneau che ha avuto una grande influenza sulla sua formazione e la sua crescita come scrittore, Modiano si è ispirato nei suoi libri, in cui si ritrova anche una vena esistenzialista, oltre che a materiale autobiografico, a interviste, articoli di giornale e annotazioni personali conservate nel corso degli anni. (e.t.)