Lettere a Conte per sbloccare i lavori alla discarica di Bussi

30 Ottobre 2019

Iniziativa dei consiglieri Di Renzo e Toppi: «Ogni venerdì invieremo una mail al presidente per richiedere la bonifica»

BUSSI SUL TIRINO. Da venerdì scorso, i consiglieri comunali Donato Di Renzo e Barbara Toppi hanno lanciato un’iniziativa da loro battezzata “Venerdì per Bussi” sull’onda del “Fridays for future”.
Al mattino di ogni venerdì, alle 9, manderanno una mail al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al presidente della Regione Marco Marsilio e al senatore Luciano D’Alfonso per chiedere, al di là di ogni motivazione, la bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi sul Tirino. L’obiettivo è quello di superare la fase delle continue giustificazioni che mese dopo mese, anno dopo anno, ritardano l'avvio della operazioni di bonifica. «Sono passati ormai 12 anni», affermano Di Renzo e Toppi, «dalla scoperta della mega discarica di sostanze tossiche nel polo chimico di Bussi, ma le bonifiche sia del sito Tremonti (il più grande), sia delle aree 2a e 2b, nonché del sito industriale, sono ancora al palo. Eppure i fondi sono a disposizione e per una parte dei siti contaminati i lavori sono stati già appaltati, o meglio, non è stato ancora firmato il contratto con la società che ha vinto l'appalto per la bonifica delle 2a e 2b, che ora sarebbe già a metà dell'opera».
La legge finanziaria del 2016 ha messo a disposizione del ministero 50 milioni di euro per intervenire, a valere sui fondi della ricostruzione post-sismica 2009, per interessamento dell'allora senatore Giovanni Legnini. «Ulteriori 60 milioni di euro sono stati stanziati poi con il Masterplan Abruzzo, con concessionario l’Arap Abruzzo ma, da quando risulta dal sito della Regione, la convenzione è ancora «in corso di firma». La motivazione ufficiale di questo immobilismo», spiegano, «è che dopo la Provincia, come è di sua competenza, ha emesso il provvedimento di bonifica in capo alla Edison, ritenuta responsabile dell’inquinamento. La stessa Edison lo ha impugnato, dando corso a un procedimento giudiziario che alla fine (22 marzo scorso) ha visto l’azienda soccombere dando ragione alla Provincia».
La mossa strategica del ministero dell'Ambiente è stata quella di chiedere all'Avvocatura dello Stato il placet per utilizzare i 50 milioni per bonificare la discarica, procedura che è ancora al palo visto che la responsabilità è di un privato. In proposito, si sostiene che lo Stato potrebbe anticipare, a danno del privato (Edison), i fondi per la bonifica, considerando la vicenda come un'emergenza ambientale. «Per questo chiediamo» concludono i due consiglieri, «che si agisca con tempestività. Ogni venerdì lo ricorderemo via mail al governo, sperando che altri amministratori ci seguano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA