Letti nella hall del pronto soccorso Stop a visite e interventi di routine
PESCARA. Sono stati dieci i feriti, tutti politraumatizzati, che ieri sono stati ricoverati nei vari reparti, dopo essere passati attraverso il Pronto soccorso attrezzato con posti letto fino alla...
PESCARA. Sono stati dieci i feriti, tutti politraumatizzati, che ieri sono stati ricoverati nei vari reparti, dopo essere passati attraverso il Pronto soccorso attrezzato con posti letto fino alla hall, trasportati con i tre elicotteri degli ospedali di Pescara e L’Aquila, più quello messo a disposizione dalla Guardia costiera, e con l’ausilio delle ambulanze.
A fare la spola tra Pescara e Amatrice il primario del Pronto soccorso, Alberto Albani, accompagnato dal caposala, Amedeo Santacroce, necessari soprattutto per individuare, a seconda del tipo di trauma riportato (sono stati scelti quelli con i traumi più gravi), i pazienti da ricoverare nell’ospedale pescarese. Una giornata campale, in cui tra l'altro il direttore generale della Asl, Armando Mancini, ha deciso di far sospendere gli interventi chirurgici programmati e meno urgenti. «Abbiamo disposto che tutte le sale operatorie rimanessero libere per accogliere gli arrivi», spiega Mancini. Il primo arrivo è stato alle 8 e 56, poche ore dopo il sisma, seguito poi dagli altri, quasi tutti con fratture o con sindromi di schiacciamento oltre alle diverse ferite riportate. Tra questi anche un ricoverato in coma e un ragazzo accolto in Chirurgia pediatrica.
Un’emergenza che l’ospedale di Pescara ha retto, nonostante l’eccezionalità dell’evento. Medici e operatori sanitari, fanno sapere dall’ospedale, si sono presentati al lavoro spontaneamente, nonostante fossero in ferie o impegnati in altri turni, e al Pronto soccorso non c’è stato il sovraffollamento consueto. I codici verdi e bianchi, inoltre, sono stati dirottati negli studi dei medici di base. L’appello ai cittadini a non affollare, se non per reali urgenze, il Pronto soccorso e a rivolgersi ai medici curanti in questi giorni, arriva da Antonino Gabriele, che in mattinata ha fatto le veci del primario. «Chiediamo per i casi meno gravi», ha sottolineato Gabriele, «di non venire in Pronto soccorso». Oltre alle sale operatorie tenute libere, ieri è stato creato anche un Obi, spiega Enrico Di Sigismondo, coordinatore infermieristico, ossia uno spazio di osservazione breve intensiva in grado di accogliere altri pazienti reduci dal terremoto. Non solo. Al l’ospedale è stata attivata anche una task force di psicologi che si sono adoperati per dare sostegno ai ricoverati e ai loro parenti. Un supporto necessario, visto che alcuni ricoverati sono giunti in ospedale senza conoscere con precisione quale fosse il destino dei loro familiari rimasti ad Amatrice. Una grande risposta di solidarietà è poi arrivata dai cittadini: fino a ieri sera sono stati quattrocento coloro che si sono recati in ospedale per donare il sangue. Una prima squadra della Misericordia di Pescara, con 5 unità esperte, è partita 6.15 di ieri, per una prima ispezione e individuare un'area idonea per allestire il Campo della Protezione civile per prestare soccorso e assistenza ai terremotati. (v.d.l.)
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