Licenziamenti, via il blocco Ecco gli scenari in Abruzzo

29 Giugno 2021

Da domani stop anche alla cassa integrazione Covid: in 70mila a rischio L’assessore Quaresimale: «È troppo presto per eliminare le due misure»

Domani doppia scadenza. Termina la cassa integrazione Covid e finisce il blocco dei licenziamenti a causa della pandemia. In Abruzzo sono ancora 70mila i lavoratori in cassa integrazione, che rischiano di non poter rientrare al lavoro. I sindacati chiedono a gran voce una proroga delle due misure al Governo. Tesi che vede d'accordo anche l'assessore regionale al Lavoro, Pietro Quaresimale: «È troppo presto per bloccare le due misure. Le imprese sono ancora in difficoltà».
ADDIO CASSA COVID
Finiscono domani 30 giugno le 67 settimane di cassa Covid che le imprese dell’industria hanno potuto usare fra il 2020 e il 2021, suddivise in varie tranche. Dal 1° luglio sarà ammesso il ricorso alla cassa ordinaria o a quella straordinaria, agevolata con l’esonero dal pagamento del contributo addizionale fino al 31 dicembre 2021, a condizione che non vengano effettuati licenziamenti individuali e collettivi. Il decreto Sostegni, infatti, ha previsto ulteriori tredici settimane di cassa integrazione ordinaria a beneficio dei datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, ma i periodi aggiuntivi sono fruibili dal 1º aprile al 30 giugno 2021. Stop, quindi, al regime speciale fissato nel 2020 dal Cura Italia in piena pandemia.
CONTRIBUTO ADDIZIONALE
Il decreto Sostegni bis ha riconosciuto alle aziende che dal 1º luglio si trovano costrette a ridurre o sospendere l’attività con accesso alla cassa ordinaria o straordinaria non Covid-19, l’esonero dal pagamento del contributo addizionale all’Inps, ma solo fino al 31 dicembre 2021. Le imprese che useranno da luglio a dicembre la cassa ordinaria, anche se scontata, dovranno evitare sia il ricorso ai licenziamenti individuali per motivi economici che alle procedure collettive di riduzione di personale. L’accesso alla cassa integrazione torna ad essere quello classico, caratterizzato da una serie di limiti tra cui la durata massima degli interventi: 52 settimane nel biennio per la cassa ordinaria a 24 mesi nel quinquennio per quella straordinaria. Chi utilizza l’ammortizzatore sociale, avrà il divieto di licenziamento fino al 31 dicembre 2021. In alternativa ai trattamenti ordinari di cassa integrazione, dal 1° luglio c’è anche la possibilità di usufruire della nuova cassa in deroga prevista dal Sostegni bis: 26 settimane, fino al 31 dicembre 2021, per le sole aziende che hanno subito un calo di fatturato del 50% nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019.
BLOCCO LICENZIAMENTI
Domani scade anche il blocco dei licenziamenti, ma il Governo potrebbe intervenire con una "proroga selettiva" che dovrebbe riguardare solo i settori più in crisi, ovvero le filiere del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature: quelle che, nel manifatturiero, presentano i più alti livelli di lavoratori in cassa integrazione, circa uno su tre. I sindacati continuano a premere per una proroga generalizzata del blocco fino alla fine di ottobre, per allineare industria e costruzioni al terziario e alle piccole imprese per le quali il blocco è previsto fino al 31 ottobre. «È prematuro sbloccare i licenziamenti ed eliminare la cassa Covid», afferma l'assessore Quaresimale, «tali misure vanno prorogate per accompagnare le imprese verso la ripresa e per cercare, nel frattempo, forme alternative di incentivo; misure tampone che possano ridurre l'impatto sociale e aiutare la ricollocazione dei lavoratori sul mercato».
RUOLO DELLA REGIONE
«Come Regione faremo la nostra parte», conclude Quaresimale, «mettendo in campo una serie di misure per la formazione e per incentivare l'assunzione di donne, giovani, persone con disabilità e over 50, le categorie meno protette. Moltissimi sono gli over 50 che hanno perso il lavoro e risultano troppo giovani per andare in pensione, ma troppo "vecchi" per il mercato del lavoro».
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