Liceo Marconi, richiesto uno stop allo sgombero

21 Luglio 2021

PESCARA. Scende in campo l’ufficio scolastico regionale a supporto della comunità del liceo Marconi. Dopo la firma dell’ordinanza di sgombero, da parte della Provincia, dell’edificio che dovrà essere...

PESCARA. Scende in campo l’ufficio scolastico regionale a supporto della comunità del liceo Marconi. Dopo la firma dell’ordinanza di sgombero, da parte della Provincia, dell’edificio che dovrà essere demolito e ricostruito, nei giorni scorsi l’ufficio scolastico regionale ha inviato una formale richiesta di sospendere l’atto, indirizzata all'ente provinciale. Alla base dell'istanza a firma del direttore generale Antonella Tozza, la necessaria indicazione, al momento mancante nel provvedimento provinciale, degli immobili in cui verranno trasferiti i 1.400 studenti del liceo più tutto il personale scolastico. «È un piccolo passo in avanti che vincola la Provincia a una risposta formale entro breve tempo», commenta Giovanni Dursi, docente e collaboratore di presidenza dell'istituto, e portavoce del comitato Marconi Quo Vadis, che da una settimana sta facendo lo sciopero della fame per protesta. «È uno dei traguardi che abbiamo raggiunto grazie alla mobilitazione che abbiamo organizzato. Ora continueremo a rivendicare il cronoprogramma e attediamo che la Provincia ritorni nell'alveo della legittimità». Oggi Dursi, insieme al responsabile della sicurezza del liceo Alberto D'Ilario, al direttore Servizi generali e amministrativi, Alessandra Bianco, e alla nuova dirigente del liceo (che prenderà l'incarico il primo settembre), Giovanna Ferrante, faranno un sopralluogo negli spazi che la Provincia ha messo a disposizione per ospitare gli uffici amministrativi scolastici.
Intanto il consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli e il provinciale Gianni Chiacchia spostano l’attenzione su un altro aspetto della procedura: il mancato stanziamento, da parte della Regione, dei fondi necessari per l’affitto delle nuove sedi dove trasferire le 67 classi. «Ai ritardi nell’individuazione delle sedi alternative da parte della Provincia, che conosceva questa necessità già da novembre 2020, si somma il ritardo della giunta regionale che non ha ancora stanziato nulla», affermano. «Il presidente Zaffiri lo scorso 6 luglio ringraziava la Regione per lo stanziamento di 666 mila euro. Questa mattina (ieri ndc) in Commissione il centrodestra, con estremo ritardo, si è presentato con un emendamento per stanziare questi fondi. Emendamento non solo tardivo e che dimostra che prima non era stato predisposto niente, smentendo ancora il presidente Zaffiri, ma che attinge da stanziamenti non ancora effettivi. Si è persa un'altra occasione, perché l’emendamento non è stato ammesso, per assenza di copertura finanziaria. Ci auguriamo che questo ritardo possa essere colmato già nella prossima seduta».(m.pa.)