Lido Penelope resta chiuso Sib: «Sanzione eccessiva»

L’associazione balneatori della Confcommercio prende posizione sullo stop per sette giorni alle attività del locale notturno. Ora si attende la decisione del Tar
PESCARA. Le «regole vanno rispettate», ma il provvedimento di chiusura per sette giorni dello stabilimento balneare Penelope a mare è stata una «decisione eccessiva che crea un danno economico al gestore e provoca un disservizio all’utenza che va in spiaggia». È la reazione degli imprenditori balneari di Sib Confcommercio (250 iscritti in Abruzzo), guidati da Riccardo Padovano, al provvedimento di fermo (dal 21 al 27 agosto) disposto da questura, Comune e polizia municipale, del lido di Francesca Caldarelli Liuzzi, sulla riviera nord. La titolare dello stabilimento dei vip ha inoltrato ricorsi al Comune e al Tar (che fino a ieri sera non si è pronunciato) per chiedere la riapertura di ristorante e bar e continuare parzialmente l’attività con la spiaggia (affollata) non coinvolta nel provvedimento di fermo motivato con il sovrannumero di presenze, 800 invece delle 200 previste da licenza.
«Il rispetto delle regole è fondamentale», attacca Padovano, «ma al mare può entrare chiunque perché le spiagge sono aperte a tutti e senza tornelli, come accade altrove. L’accesso alle spiagge, la presenza massiccia incontrollabile per i gestori, saranno argomenti che affronteremo per la prossima stagione» consapevole che certi argomenti «produrranno le polemiche di chi ci accuserà di voler recintare il mare». Ma «un conto è disciplinare un’attività, un altro è chiudere tutto». Quindi «convocheremo una conferenza di servizi a ottobre per le attività di intrattenimento» mettendo le basi per «regole che ad aprile tutti dovranno rispettare. Questa chiusura non è una vittoria per chi è contrario alla musica di sera. Non discuto l’accertamento ma l’applicazione della sanzione decisa sotto la spinta emotiva. Non può pagare anche il bagnante in spiaggia». Sul paragone tra uno stabilimento a cui è stata applicata la sospensione dei servizi solo dalle 21 e non tutto il giorno come Penelope, Padovano sottolinea l’«eccesso di sanzione».
Sulla stessa linea è anche l’opinione di Moreno Di Pietrantonio, segretario Pd: « Le regole vanno riviste e adeguate, sicuramente rispettate, ma non è accettabile la chiusura di importanti strutture di intrattenimento della città che qualificano la nostra vocazione turistica». Analizza, Di Pietrantonio che: «Pescara deve ancora decidere cosa vuole essere, mentre gli imprenditori e le migliaia di persone che ogni sera si riversano in città, hanno già deciso. È una contraddizione per una amministrazione investire sugli eventi da una parte e chiudere un locale che attrae gente in piena estate».

