Limiti alla movida, ora scoppia la protesta

I gestori dei locali: «Le restrizioni imposte da Masci per i rumori ci stanno facendo perdere i clienti»
PESCARA. A distanza di 4 giorni dall’ordinanza emanata dal Comune per combattere i rumori a Pescara vecchia, scoppia la protesta dei gestori dei locali. «Le restrizioni imposte dal Comune ci stanno facendo perdere la clientela», hanno detto ieri gli esercenti.
A nulla è servito il provvedimento firmato venerdì scorso dal sindaco Carlo Masci, su richiesta dell’assessore al commercio Alfredo Cremonese, per correggere l’ordinanza precedente e che esclude dallo stop alla diffusione sonora entro la mezzanotte i locali che hanno le autorizzazioni del questore per fare feste da ballo e spettacoli. In pratica, i pubblici esercizi con queste licenze possono continuare a fare musica, purché ci siano porte e finestre chiuse. Ma questa disposizione, che interessa solo qualche locale, non ha accontentato i gestori che ieri hanno diffuso un comunicato congiunto per criticare il giro di vite del Comune. «I gestori dei locali del centro storico», si legge nel documento firmato dai locali Alegriso, Al solito bar, Barrio, Bukowski, Casa Flaiano, Chupa, Covent garden, Il brillo parlante, Il marchese, Jhorizo, Kalopsia, Karma, Klesh, Kurama, La Revolucion Tacobar, La stanzetta, Mamiwata, Microbar, Mistik, Ninety club, Post bar, Ruff, Scumm, Terracotta, Tiella, Zanardi, «riguardo alla diffusione sonora, pur nel rispetto delle esigenze manifestate da taluni residenti, lamentano come l’ordinanza sia eccessivamente restrittiva, costringendoli a munirsi delle licenze relative all’articolo 68 (intrattenimento pubblico) e/o articolo 80 (licenza da ballo) del Testo unico delle leggi per la pubblica sicurezza, anche laddove non necessarie. Conseguenze di queste restrizioni saranno sia un ulteriore aggravio dei costi di gestione, sia un impoverimento dell’offerta culturale e artistica».
«Riguardo al divieto del consumo di alcol da mezzanotte alle 7 nel centro storico», prosegue la nota, «si evidenzia come un tale provvedimento tenda a limitare la libertà personale, nonché a svuotare e desertificare una zona della città, che da circa trent’anni è stata destinata, dalle stesse amministrazioni comunali, a luogo di attrazione e intrattenimento serale». I gestori concludono annunciando che provvederanno a costituire un’associazione aperta a tutti per tutelare e valorizzare il centro storico di Pescara.(a.ben.)

