Linda Spa, bocciato emendamento sulla parità di genere
SANT’ANGELO. Bocciato in Consiglio comunale l'emendamento a firma dei consiglieri di minoranza Lucia Travaglini, Matteo Perazzetti e Maurizio Valloreo, che chiedevano di introdurre una clausola per...
SANT’ANGELO. Bocciato in Consiglio comunale l'emendamento a firma dei consiglieri di minoranza Lucia Travaglini, Matteo Perazzetti e Maurizio Valloreo, che chiedevano di introdurre una clausola per il rispetto dell'equilibrio di genere nello statuto della Linda Spa. «Si è discusso degli adeguamenti dello statuto della Linda Spa, società in house del Comune di Città Sant'Angelo che ha la gestione dei rifiuti, alle nuove disposizioni contenute nel decreto sulle partecipate» scrivono i consiglieri di opposizione. «Abbiamo chiesto l'inserimento nello statuto della clausola per il rispetto dell'equilibrio di genere: il nuovo decreto sulle partecipate finalmente consacra il principio secondo cui alle donne debba essere garantita parità di accesso a posizioni di amministrazione nel governo delle società in house, finora appannaggio del genere maschile». La storia delle partecipate angolane, aggiungono, «testimonia, invece, come non ci sia stato finora spazio per donne nelle figure di amministratori. Per Linda Spa, essendo in scadenza il mandato di La Torre, abbiamo chiesto alla maggioranza un impegno a voler riservare la nomina a una figura femminile, così come previsto dalla recente legislazione». Richiesta che, sottolineano, è stata bocciata dalla maggioranza. «Non demordiamo. Abbiamo già presentato un’interrogazione alla quale dovranno chiaramente rispondere se intendano conformarsi al dettato legislativo». (r.a.b.)
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