Linfedema, gli esperti a confronto

11 Settembre 2019

Convegno a Francavilla, sono 1200 le persone a rischio in Abruzzo

FRANCAVILLA. Linfedema: una patologia post-tumorale cronica che può rivelarsi gravemente invalidante e con la quale occorre convivere per tutta la vita. Ma anche una patologia che è possibile prevenire, contrastare e contenere.
Se ne è parlato all’hotel Villa Maria di Francavilla, nel corso di un evento internazionale dal titolo “Linfedema – Cos’è, cosa fare, come convivere con questo difficile partner” organizzato da Resilia, Italian Lymphoedema Network e Associazione italiana fisioterapisti, a cui ha partecipato l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. In Abruzzo sono 1.200 le persone esposte al rischio di contrarre il linfedema di tipo secondario, che si differenzia da quello di tipo primario, di natura genetica, sviluppandosi principalmente in seguito a interventi chirurgici di tipo oncologico, nell’ambito dei quali è prevista l’asportazione dei linfonodi. Tre anni fa il governo, a livello nazionale, ha fissato le linee di indirizzo che prevedono non solo il riconoscimento della patologia, ma anche tutti i setting assistenziali possibili: dall’assistenza ambulatoriale a quella in day hospital, fino alla degenza riabilitativa per i casi che necessitano di monitoraggio continuo o siano espressione di intrasportabilità. Malgrado un numero consistente di malati, l’Abruzzo è ancora indietro sulle normative. Ma la Verì ha assunto impegni precisi: «La Regione già prevede alcune prestazioni riabilitative, ma posso garantire che porremo un’attenzione particolare a questa patologia con l’avvio di percorsi diagnostici».