Lingua blu ovina: trovati altri 4 focolai Ecco 80 mila vaccini

23 Ottobre 2014

I contagi salgono a 17. Il virus a Lettomanoppello, Brittoli Pescosansonesco e Cugnoli: spesa di 110 mila euro per la Asl

LETTOMANOPPELLO. Dopo quello scoperto a Picciano il 7 ottobre scorso, altri 4 focolai di lingua blu sono stati accertati in provincia di Pescara in appena 16 giorni: a Lettomanoppello, Brittoli, Pescosansonesco e Cugnoli. I nuovi focolai, già iscritti nel sistema informativo della bluetongue curato dall’istituto zooprofilattico Caporale di Teramo, si aggiungono ai 13 già esistenti: 5 a Penne, due a Serramonacesca, due a Civitella Casanova, uno a Elice, Catignano, Montebello di Bertona e Picciano. Contro l’emergenza nei territori degli arrosticini pescaresi, dopo il via libera della Regione Abruzzo, la Asl di Pescara ha comprato «con estrema urgenza» 80 mila dosi di vaccini da due ditte e avviato la somministrazione. Un’operazione su 27 mila pecore e 13 mila vitelli e mucche «per arginare e prevenire la diffusione del virus» che comporterà, per la Asl, una spesa di 90 mila euro. Che però potrebbe salire fino a 110 mila euro in casi di complicazioni. È questa la cifra indicata in una delibera approvata dal direttore generale Asl Claudio D’Amario.

Sono 40 mila, nel Pescarese, i capi da vaccinare. La ditta Zoetis ha fornito il vaccino chiamato Zulvac 1 Ovis per gli ovini. La ditta Merial ha fornito il vaccino Btvpur Alsap 1 per i bovini. Vaccini giudicati «idonei» dall’ufficio Sanità animale della Asl. L’«estrema urgenza» ha fatto saltare la gara d’appalto e la Asl ha contattato direttamente le due ditte. La convenzione tra la Asl e le ditte ha la durata di un anno e prevede una prima vaccinazione e, a distanza di 15 giorni, un richiamo.

La campagna di vaccinazione, nel Pescarese, ha preso il via nelle aree più a rischio di contagio e proseguirà in tutti gli altri allevamenti. A iniettare i vaccini su ovini e bovini sono i veterinari della Asl.

La bluetongue è una malattia infettiva virale non contagiosa dei ruminanti: provoca febbre, congestioni cutanee, coroniti e zoppie, edemi a testa e arti, cianosi della lingua. La trasmissione da un animale all’altro avviene attraverso la puntura di insetti vettori culicoidi. I capi colpiti possono guarire. E nel Pescarese, i casi di febbre catarrale scoperti precocemente, sia dai veterinari della Asl che da quelli privati, sono guariti e, finora, non sono state riscontrate morti legate alla patologia.

In Abruzzo, con gli ultimi 4 casi accertati in provincia di Pescara, sono saliti a 122 i focolai attivi tutti con lo stesso sierotipo 1 (55 nell’Aquilano, 49 nel Teramano e finora solo uno nel Chietino). ©RIPRODUZIONE RISERVATA