Linguaggi e malesseri degli studenti

10 Aprile 2018

Esperti a confronto al Conservatorio con il liceo Galilei e il comprensivo di Rosciano

PESCARA. La maggior parte degli studenti vive la scuola con malessere. Aumentano i disturbi dello sviluppo cerebrale. Le malattie degenerative sono in vistoso aumento. Ma le cause non sono da rintracciare nel cervello che in quanto prodotto dal Dna è uguale per tutti. Bensì dal “software” del cervello chiamato epigenoma: è stato questo il tema del seminario “I sentieri, i linguaggi, le voci dell’inclusione” che si è svolto nell’auditorium del Conservatorio d’Annunzio. L’evento, che, quest’anno ha spento la sua sesta candelina, è stato ideato dai docenti Antonio Greco e Manuela Di Venanzio con il totale appoggio del liceo scientifico Galileo Galilei, del comprensivo di Rosciano e di Chieti 4 con i rispettivi presidi, Carlo Cappello ed Ettore D’Orazio. Davanti a una platea entusiasta e calorosa formata da circa 400 docenti provenienti da tutta Italia, da una dozzina di presidi, dall’assessore regionale alle Politiche giovanili, Marinella Sclocco, e dall’ispettore dell’Usr Abruzzo Carlo Di Michele, lo scienziato Ernesto Burgio ha spiegato così l’aumento delle malattie degenerative e dei disturbi dello sviluppo cerebrale: «Il nostro cervello è prodotto dal dna ed è uguale per tutti. Quello umano è dotato di una sorta di software il cui prodotto è il connettoma, ossia l’insieme delle reti neuronali che si producono sin dalla gravidanza e che aumentano nel tempo sulla base delle informazioni che vengono fornite. Tali reti oggigiorno trovano degli ostacoli nella loro regolare funzionalità a causa della presenza di metalli pesanti presenti nell’aria e delle onde elettromagnetiche dei cellullari. Da qui nasce l’aumento di diversi disturbi. Inoltre, le esperienze negative vissute nei primi mille giorni di vita segnano in modo perentorio l’esistenza futura: questa è la causa dell’insorgenza dei disturbi psichici anche in soggetti adulti». Gli input positivi dell’ambiente familiare sono anche la medicina contro la precocizzazione dei malesseri scolastici. Il 73% dei preadolescenti vive la scuola con ansia e di questi il 70% non può essere curato solo a livello educativo, ma ha bisogno di un esperto. «Il nostro sistema scolastico», ha dichiarato Daniela Lucangeli, una delle maggiori esperte nazionali di psicologia dello sviluppo, applauditissima durante l’intervento, «punta tutto sulla prestazione e sull’informazione. Si danno nozioni, ma non si fa nulla affinché esse possano essere filtrate e agganciate alle conoscenze pregresse. La valanga di informazioni rovesciata sugli alunni crea solo saturazione cognitiva e non li fa progredire a livello dell’intelligere. Ciò genera un malessere aggravato anche dal fatto che l’errore viene visto come una sconfitta, soprattutto in alunni che non sono cresciuti in un ambiente colmo di positività». Come cornice delle preziose relazioni, i vari linguaggi dell’arte hanno raccontato l’inclusione. Dalla suggestiva sand-art di Nadia Ischia all’umorismo pirandelliano dei testi di Carlo Scataglini su musiche di Davide Granato (chitarra) e Francesco Rapinesi (contrabbasso), passando per la performance teatrale “Prima o poi l’amore arriva”, a cura di Cristina Baldassarre con la compagnia “I ragazzi delle nuvole”.