Liquami e sporcizia nel palazzo popolare Residenti in rivolta

Nel degrado l’edificio di proprietà del Comune di Pescara E il consigliere regionale Pettinari (M5S) annuncia iniziative
MONTESILVANO. Fogne a cielo aperto con liquami che invadono il piazzale comune e un tanfo insopportabile proprio sotto le finestre degli appartamenti. Accade nel palazzone al civico 61 di via Lazio, il grande edificio di Villa Verrocchio che ospita anche una quarantina di appartamenti popolari del Comune di Pescara, tristemente noto per i frequenti problemi di degrado, inciviltà, discariche abusive, insicurezza e molto altro.
Seppure la situazione con il tempo sia notevolmente migliorata - probabilmente anche a causa delle frequenti ordinanze e dell’aut aut lanciato nel 2017 dal Comune di Montesilvano alla vicina amministrazione di Pescara «o sistemate il palazzo di via Lazio o procediamo allo sgombero» – persistono ancora una serie di disagi per i residenti dello stabile di via Lazio. A cominciare proprio da quel problema al sistema fognario, più volte segnalato anche in passato, che rende insalubre l’aria e il cortile interno del palazzo dove risiedono anche diversi bambini, e dove è impossibile poter giocare o anche solo transitare senza fare lo slalom tra pozzanghere di liquami maleodoranti. Un pericolo per la salute, ma anche un pessimo bigliettino da visita per una zona, come quella di Villa Verrocchio, frequentata nel periodo estivo dai turisti. I disagi non si fermano qui e proprio per denunciare pubblicamente quanto accade nel palazzo di via Lazio e quali i disagi dei residenti, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, questa mattina dalle 10.30 incontrerà i giornalisti in compagnia di un gruppo di «residenti coraggiosi», per usare le sue parole, che metteranno in luce i rispettivi problemi per sollecitare un intervento da parte delle amministrazioni comunali di Pescara, proprietaria degli alloggi popolari, e Montesilvano, costretta a subire il disagio per una questione territoriale. In passato più volte gli amministratori hanno provato ad affrontare il problema, anche promuovendo sedute di commissione e conferenze in loco, e sembra almeno che alcuni problemi siano stati superati. Il primo è quello dei rifiuti che occupavano ciclicamente le scale di emergenza e le aree comuni - causando a volte anche incendi - che, almeno per il momento, sembrano essere un lontano ricordo. Secondo problema risolto quello delle stesse scale di emergenza che erano state chiuse e oggi appaiono praticabili. Terzo disagio: la presenza di un magazzino al piano terra che a lungo è stato utilizzato come discarica e ora murato.

