Liste d’attesa e mobilità passiva: la ricetta di FdI

Intervista doppia al sottosegretario alla Sanità Gemmato e al candidato Picaro Dalla Puglia a Pescara per fare fronte comune con i vertici abruzzesi del partito
PESCARA. Un ponte tra l’Abruzzo e la Puglia per far sentire più forte in Europa la voce delle due regioni. Con questo obiettivo, ieri pomeriggio a Pescara, i vertici regionali di Fratelli d’Italia hanno accolto il sottosegretario alla Sanità, Marcello Gemmato, e il candidato di FdI all’Europarlamento, Michele Picaro, consigliere della Regione Puglia. Che hanno accettato una intervista doppia.
Sottosegretario Gemmato, l’Abruzzo è alle prese con la verifica dei conti della Sanità. Secondo lei esiste un problema di dimensionamento e suddivisione del fondo sanitario regionale?
Il tema del finanziamento del fondo sanitario regionale che evidentemente si divide nei fondi sanitari regionali è all'ordine del giorno. Il governo Meloni ha aumentato il fondo sanitario nazionale fino a farlo arrivare a 134 miliardi di euro. Prima del Covid, nel 2019, era di 114,8 miliardi, quindi 20 miliardi in meno. A livello regionale ci sono delle criticità diffuse, ma l’Abruzzo è nei termini giusti per riequilibrare i bilanci e presentarli al ministero della Salute con estrema semplicità. Il nuovo piano sanitario immaginato dal presidente Marsilio è un’innovazione perché riesce a dare assistenza di prossimità. E con i finanziamenti del Pnrr l'Abruzzo potrà avere nel breve e nel medio periodo una sanità migliore a dimensione del cittadino.
Qual è il suo modello di sanità territoriale?
È quello che si base sui medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le farmacie pubbliche e private convenzionate, gli infermieri e le case di comunità. Il motto dev’essere: la cura a casa del cittadino. Dobbiamo cercare di evitare le ospedalizzazioni non appropriate; fare in modo che in ospedale arrivi solo l'alta complessità e quindi ciò che è programmato. Tutto il resto, come la cronicità, dev’essere governato dal territorio. Con le misure che stiamo mettendo in piedi con il Dm 77 e con i 15,6 miliardi del Pnrr riusciremo a dare una nuova idea di sanità.
Liste d’attesa e mobilità passiva, quali sono le sue proposte?
La mobilità passiva si combatte con un’elevata professionalizzazione territoriale. So che l'Abruzzo ha delle eccellenze che vengono riconosciute anche nelle classifiche nazionali. Si tratta ora di espanderle con fecondità diffusa. Immagino che questo sia l'orizzonte del presidente Marsilio che, con una fiducia rinnovata da parte dei cittadini, condurrà sicuramente in porto i suoi piani, sfruttando i fondi della misura 6 dell'ex articolo 20 per nuove attrezzare e nuovi ospedali che possano essere funzionali ad accogliere i pazienti drenando la mobilità passiva. Intanto il governo ha impegnato 520 milioni di euro per abbattere le liste d’attesa. Ma la sedimentazione dei provvedimenti che si sono susseguiti negli anni e un sistema sanitario nazionale pubblico istituito il 23 dicembre del 78, creano una serie di criticità che non consentono oggi al legislatore regionale di poter spendere subito tutti questi quattrini in maniera agevole. Dobbiamo quindi aumentare la parte del cosiddetto privato convenzionato che, se vogliamo, è un diversamente pubblico. Al cittadino, a mio avviso, poco interessa se ad erogare un servizio sia il privato convenzionato o il pubblico puro. Pur partendo dal punto di vista di una sanità fortemente incardinata sul pubblico, l'importante è che il servizio sia gratuito e in tempi certi. Verrà emanato a breve un decreto che darà anche all’Abruzzo gli strumenti per abbattere le liste d’attesa, un’eredità che purtroppo il Covid ci ha lasciato e che noi diligentemente stiamo cercando di compendiare.
Consigliere Picaro, dalla periferia di Bari all’Europarlamento: perché questa scelta?
È una scelta che vuole portare le comunità in Europa e l'Europa nelle comunità. Il percorso amministrativo che mi ha visto coinvolto per più mandati come consigliere di circoscrizione e consigliere comunale e ora consigliere regionale, può essere utile per portare l'Europa vicino alla nostra gente. È il percorso voluto da Giorgia Meloni.
Cosa unisce la Puglia all’Abruzzo e fino a che punto l’Europa svilisce le identità delle due regioni?
Sarà la decima volta che vengo in Abruzzo e ho sempre trovato la stessa accoglienza e lo spirito di comunità che contraddistinguono la Puglia. Sono realtà contigue. Ci sono tante cose in comune che possono essere utilizzate e sviluppate. Oggi ho visitato una serie di industrie. Devo dire ci sono tante eccellenze che hanno bisogno di fare quel salto di qualità che permetta loro di mettersi in rete a livello internazionale. Ecco perché in Europa occorre una classe politica capace e che stia sul pezzo.
In queste ore in Abruzzo c’è anche Decaro, il suo competitor alle Europee. Proprio lei ha chiesto le audizioni di Decaro ed Emiliano in Commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata. Senza minimamente entrare nel merito dell’inchiesta “Codice Interno”, esiste in Italia un intreccio tra mafia e politica?
Purtroppo le vicende giudiziarie lo testimoniano. Ma noi siamo convinti che l'impegno delle forze dell'ordine sia tale che questo fenomeno sarà debellato in tempi celeri e che le nostre amministrazioni potranno governare in maniera asettica rispetto a qualunque fenomeno criminoso.

