«Liste d’attesa intollerabili»
L’ex primario D’Alessandro: «Vanno adeguati gli strumenti e gli spazi»
PESCARA. È in pensione da un mese, ma con il cuore e la testa è lì, nel reparto di radioterapia oncologica che Marco D’Alessandro ha diretto dal 2009 e di cui conosce «miracoli e potenzialità». Ed è un fiume in piena quando si parla di apparecchiature, personale e soprattutto pazienti. «I problemi dell'oncologia a Pescara e della radioterapia in particolare sono tanti», osserva subito, «dagli esami istologici per malattie ematologiche spediti fuori, agli spazi che ogni giorno condividono i pazienti oncologici ed ematologici, alle 9.30 ammassati come animali per aspettare ore di essere sottoposti alla cura. I medici in attività ora sono 4», sottolinea, «2 gli infermieri: dunque su 3 turni, uno si fa senza personale infermieristico, a discapito soprattutto del malato. E senza tener conto delle ferie». D’Alessandro sottoscrive in pieno l’interpellanza di Pettinari, «l’unico politico che si è visto l'anno scorso quando con il vecchio acceleratore rotto siamo stati tre mesi fermi». L’ex primario ricorda che da «8 anni aspettiamo il nuovo apparecchio, intanto si è speso per mandare fuori Asl pazienti ed esami». La lista d’attesa di 3 mesi per la radioterapia la ritiene intollerabile: «Nella maggior parte dei tumori aspettare piu di 6- 8 settimane dall'intervento chirurgico ha un impatto negativo anche sull’efficacia del trattamento stesso».(lad’i)

