Liste d’attesa, Pd e Azione: «D’Amico non dice bugie»

Bufera politica per la frase di Marsilio contro l’avversario: «è bugiardo e sciacallo» Insorgono Marinelli, Paolucci e Sottanelli. Dalla Regione ribatte l’assessore Verì
PESCARA. «Luciano D’Amico è un bugiardo che cita dati in maniera strumentale. Non stimo chi dice le bugie. È facile fare lo sciacallo sui pronto soccorso, sulle liste d’attesa. Dietro la faccia del professore compassato c’è la vecchia classe dirigente del Pd, in particolare Luciano D’Alfonso che ora è il suo principale sostenitore. Bisogna che gli elettori capiscano per quale Luciano si vota».
E poi: «Todde in Abruzzo per aiutare D’Amico? Avrei preferito vederla quando era sottosegretario alle attività produttive e bisognava risolvere i problemi delle nostre aziende, ma il governo non ci ha dato una mano. Non ci sarà un effetto domino, è un fuoco di paglia che spegneremo con una bella innaffiata di pecorino frizzante».Le parole del governatore Marsilio, ricandidato dal centrodestra, dette ieri in radio all’Attimo Fuggente”, condotto da Luca Telese e Giuliano Guida Bardi, accendono lo scontro. Pd e Azione fanno quadrato intorno al candidato del Patto per l’Abruzzo.
IL PARTITO DEMOCRATICO
«Marsilio perde la testa e definisce “bugiardo e sciacallo” D’Amico solo perché ha detto una verità nota a tutti: la sanità in Abruzzo è ridotta ai minimi termini, soprattutto per quel che riguarda le liste di attesa e i tempi di accesso alle cure dei pronto soccorso», attacca Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd. «La grande differenza tra i due candidati», sottolinea, «sta nello stile: da una parte i toni livorosi del presidente uscente, cui la paura di perdere sta togliendo il sonno e il senno; dall’altra la tranquillità di D’Amico, che parla di futuro e propone soluzioni ai problemi in modo serio e competente. Ha la nostra solidarietà per l’attacco violento e volgare di cui è stato oggetto. Ma per fortuna», conclude Marinelli, «ci stiamo lasciando alle spalle la triste parentesi di un politico romano che pensa di poter amministrare l’Abruzzo in smart working».
L’EX ASSESSORE ALLA SANITÀ
Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità e capogruppo del Pd ricandidato alle regionali, ribadisce: «Dopo cinque anni di Marsilio la sanità abruzzese ha un saldo regionale negativo di 25.000 prestazioni (dato 2018: 155mila schede di dimissioni contro le 130mila del 2022, ndr). Migliaia di pazienti, che scoraggiati dalle liste di attesa e dalla mancanza di risposte anche per le urgenze, fuggono a curarsi fuori regione, con costi che hanno superato i 108 milioni l’anno (questo il saldo recente tra mobilità attiva e passiva, ndr). Dati attendibili», rimarca, «perché non nascono dalla propaganda continua di Marsilio, ma dall’Agenzia sanitaria regionale. Dai pronto soccorso emergono storie di calvari drammatici da parte dei pazienti e del personale medico e paramedico, ridotto allo stremo dalla totale mancanza di programmazione e organizzazione sanitaria. Il sistema sanitario nazionale», conclude il dem, «perde 5 miliardi di euro, significa che l’Abruzzo perderà milioni in investimenti: la destra fa una politica di tagli alla sanità».
AZIONE DI CALENDA
E per Giulio Sottanelli: «Più si avvicina la data del voto in Abruzzo, più cresce il nervosismo di Marsilio. Che tanto tranquillo non deve essere, visto il modo in cui reagisce alle critiche al suo pessimo operato. Ha dato del bugiardo a D’Amico che, invece, quando denuncia il disastro in cui versa la Sanità abruzzese lo fa dati alla mano, riprendendo numeri che provengono per lo più da documentazione prodotta dalla Giunta e dal Consiglio regionale». Così dichiara il deputato abruzzese di Azione, che aggiunge: «Numeri a parte, basta chiedere agli abruzzesi cosa pensano degli ospedali, dei pronto soccorso, delle liste d’attesa, della necessità di andare fuori regione per sottoporsi a esami o a cure. Anche sulle aree interne, Marsilio racconta un mondo che non c’è, smentito dai numeri sull’emigrazione, soprattutto giovanile. Negli ultimi cinque anni l’Abruzzo ha perso 40mila abitanti, perché mancano i servizi, i collegamenti non funzionano, non ci sono opportunità di lavoro. A sostenere D’Amico non c’è solo il Pd, ci sono sei liste, tra cui quella di Azione, perché D’Amico», conclude Sottanelli, «ha un programma di qualità, è una persona seria, preparata, competente, in grado di strappare l’Abruzzo a chi ha dimostrato di non conoscere la Regione l’ha mal governata negli ultimi cinque anni».
LA REPLICA DELLA REGIONE
«Basta mistificare i dati e i risultati centrati dal governo Marsilio in questi 5 anni di amministrazione regionale, come provano a fare da giorni il centrosinistra e il candidato presidente D’Amico: la realtà è un’altra», ribatte Nicoletta Verì, l’assessore regionale uscente alla Salute e ricandidata nella lista civica di Marsilio.
«Nonostante le difficoltà legate ai mancati investimenti del precedente governo regionale di centrosinistra in personale e attrezzature», afferma, «abbiamo preso in carico e curato 700mila pazienti nei nostri presidi; assunto migliaia di unità di personale sanitario; stabilizzato dipendenti che da anni lavoravano con contratti precari; sostituito macchinari e attrezzature obsolete e attivato servizi digitali che erano, grazie al centrosinistra, ancora all’anno zero. Senza considerare lo sblocco dei fondi per i nuovi ospedali, per i quali sono in corso le progettazioni e le gare di appalto». Verì tocca il tema dello scontro: “Sostenere che abbiamo aumentato la mobilità passiva e allungato le liste d’attesa», dice, «è semplicemente falso e lo attesta chiaramente la Corte dei Conti nel suo ultimo rapporto: la mobilità passiva si è ridotta del 20% e le liste d’attesa, aumentate naturalmente dopo la sospensione delle prestazioni non urgenti durante il Covid, sono state in gran parte riassorbite grazie a un investimento di 75 milioni di euro. C’è ancora da fare ma porteremo a termine i nostri progetti nei prossimi 5 anni del secondo governo Marsilio». Chi ha ragione? (l.c.)
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