Liste escluse, via ai ricorsi In 15 vanno in Cassazione

25 Agosto 2022

Fuori Si-Verdi alla Camera. Bocciati Mastella, Gilet arancioni e Forza Nuova

L’AQUILA. Quindici liste escluse, otto alla Camera e sette al Senato. La scure degli organismi deputati al controllo – rispettivamente l’Ufficio centrale circoscrizionale e l’Ufficio elettorale regionale – ha tagliato fuori i seguenti schieramenti dalla competizione delle Politiche del 25 settembre. Per la Camera le liste escluse sono: Alleanza Verdi-Sinistra italiana; Noi di Centro (Mastella); Pensiero e Azione Ppa; Forza Nuova; Gilet arancioni (Pappalardo); Partito Animalista; Forza del popolo per Lillo Musso premier; Referendum e democrazia con Cappato. Per quanto riguarda il Senato, invece, le liste escluse sono: Noi di Centro (Mastella); Pensiero e Azione Ppa; Sud chiama Nord; Gilet arancioni (Pappalardo); Partito Animalista; Forza del popolo per Lillo Musso premier; Referendum e democrazia con Cappato.
la battaglia in cassazione
Le liste escluse hanno ora 48 ore di tempo dalla notifica della ricusazione per appellare il provvedimento. Il ricorso va depositato negli uffici elettorali della Corte d’Appello che dovranno immediatamente esaminarlo ai fini della redazione delle proprie deduzioni. Nella stessa giornata del deposito, i ricorsi (e le deduzioni) devono essere inviati all’Ufficio elettorale centrale nazionale della Corte di Cassazione, che sarà chiamato a decidere entro 24 ore dal ricevimento. Non è dato sapere, al momento, quante delle liste intenderanno percorrere questa strada per cercare di essere riammessi nell’agone politico.
l’esclusione eccellente
Il no che fa più rumore è quello che riguarda la lista Sinistra italiana-Verdi, che corre in coalizione col Partito Democratico, ma presenta proprie liste al proporzionale della Camera (da dove è stata esclusa) e del Senato (dove invece è stata ammessa). L’esclusione sarebbe legata alla mancanza di una firma. Perché questa bocciatura è pesante? Potrebbe incidere sul risultato complessivo della coalizione di centrosinistra in quanto – sempre se l’estromissione sarà confermata, divenendo, dunque, definitiva – verrebbero a mancare a questo cartello elettorale i voti della lista alleata. Ci riferiamo al proporzionale Camera dove il danno reale interesserà il partito più forte della coalizione, il Pd, che dovrà fare a meno dei voti portati in dote da Sinistra Italiana ed Europa Verde. E non è poco per i dem che ambiscono a conquistare due seggi. E che dovranno riuscirci confidando solo nell’apporto degli altri due alleati, Impegno civico e + Europa, purché queste due liste superino l’asticella dell’1 per cento altrimenti i loro voti andrebbero comunque dispersi.
Per la lista tutta abruzzese che ha nel simbolo il nome del sindaco di Benevento Clemente Mastella – con dirigenti locali Angelo Di Paolo, segretario regionale ed ex sindaco di Canistro e Lucio Achille Gaspari, figlio dello scomparso ex ministro Remo, presidente regionale del partito – il no all’ammissione sarebbe legato alla mancanza delle firme e, quindi, all’interpretazione dell’esenzione dal presentarle che spetta a quei partiti costituiti in gruppo parlamentare o che abbiano partecipato alle ultime elezioni di Camera o Parlamento europeo con proprio contrassegno. Invece la lista di Cappato – il quale ieri ha protestato via Twitter sul valore della firma digitale, ammessa per i referendum, ma non per le liste elettorali – è fuori perché aveva depositato le liste via pec e oltre l’orario massimo. Forza Nuova è stata esclusa ovunque sul territorio nazionale.
chi resta in campo
Si riprende il posto nella campagna elettorale per la Camera dei deputati l’Unione popolare con De Magistris (Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, DeMa, ManifestA), che candida in Abruzzo Maurizio Acerbo capolista al proporzionale. Di nuovo ammesse (dopo essere state rimandate in prima battuta) anche Italia Sovrana e Popolare, Alternativa per l’Italia no Green pass e Sud chiama Nord. Tutte escluse le 7 “rimandate” del Senato. Nel dettaglio, restano in campo i seguenti raggruppamenti. Camera: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati (centrodestra); Partito Democratico, Impegno civico, +Europa (centrosinistra); Azione-Italia Viva (Terzo polo); Movimento 5 Stelle; Unione popolare De Magistris; Italexit; Alternativa per l’Italia; Italia sovrana e popolare; Vita, Sud chiama Nord.
Senato: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati (centrodestra); Partito Democratico, Impegno civico, Sinistra italiana-Verdi, +Europa (centrosinistra); Azione-Italia Viva (terzo polo); Movimento 5 Stelle; Unione popolare con De Magistris; Italexit; Alternativa per l’Italia no Green pass; Italia sovrana e popolare; Vita.
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