Lite per la mensa da 20 milioni, un piano per sventare il blocco

L’assessore Santilli: «Nonostante il contenzioso tra le ditte, il servizio andrà avanti. No ai panini» Ma il cambio gestione previsto dall’8 gennaio 2024, adesso, potrebbe slittare: a breve la decisione
PESCARA. «I pasti saranno sempre assicurati ai nostri 4.200 alunni. Prima dell’8 gennaio 2024 decideremo a chi affidare il servizio della mensa scolastica: in un modo o nell’altro», promette l’assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli di Fratelli d’Italia, «bambini e ragazzi non resteranno senza mangiare». Al Comune di Pescara c’è un altro problema da affrontare ed è un problema che vale 20 milioni di euro. A tanto ammonta l’importo dell’appalto della mensa dal 2024 al 2028, un appalto conteso tra le ditte vincitrici, la Elior Ristorazione spa di Milano in tandem con la Sh Gestioni srl di Chieti, e la seconda classificata, la Serenissima Ristorazione srl di Vicenza che svolge il servizio mensa dal 2019 ed è in proroga dal 2022.
La Serenissima ha annunciato che, «per tutelare i propri interessi», farà ricorso al Tar di Pescara: uno scontro giudiziario tra colossi della ristorazione che potrebbe andare avanti per mesi e mesi. E che, indirettamente, potrebbe avere ripercussioni sulla mensa nei nidi comunali, asili, scuole elementari e medie.
Il cambio della gestione è in programma dall’8 gennaio 2024, al rientro dalle vacanze natalizie. Ma, con il ricorso pendente, cosa potrebbe accadere? Tre sono gli scenari: il Comune affiderà il servizio alla Elior-Sh Gestioni; ci sarà un’altra proroga alla Serenissima almeno fino alla sentenza di primo grado; oppure si andrà allo scontro con il blocco della mensa? «Posso assicurare, dopo aver parlato con il dirigente di settore, che a partire dal nuovo anno la mensa ci sarà regolarmente e non ci sarà alcun rischio di portarsi i panini da casa», risponde Santilli, «prima dell’8 gennaio decideremo a chi affidare il servizio e lo renderemo noto alle famiglie: sicuramente i ragazzi non resteranno senza mangiare».
Ad oggi in Comune non c’è ancora una linea: «La Serenissima ci ha chiesto i documenti della gara e ha annunciato che presenterà ricorso al Tar, poi sarà il Tar a decidere. A seconda delle date», spiega l’assessore, «valuteremo se affidare l’appalto alle ditte vincitrici oppure se fare una proroga». Per Santilli, il ricorso al Tar non è una sorpresa: «A fronte di una gara così remunerativa, il ricorso della seconda classificata è fisiologico. Comunque, siamo già all’opera per evitare gli alunni restino senza mangiare».
Oltre alle ditte in causa, altre tre hanno partecipato alla gara contestata e tutte operano su scala nazionale: sono il Cns Consorzio nazionale servizi soc. coop. con sede a Bologna, la Gemos soc. coop. di Faenza e la Dussmann service srl di Milano.
Il contenzioso per la mensa è un’altra tegola che si aggiunge alla protesta dei genitori per la stangata sulle tariffe, quasi raddoppiate: dal 2024, con il cambio gestione, il costo del pasto arriverà a 5,928 euro (senza esenzioni). Se ci fosse una proroga alle stesse condizioni dell’appalto in corso, gli aumenti sarebbero congelati.
Con l’annuncio del ricorso, la Serenissima esce allo scoperto e denuncia presunte «incongruità» con una doppia richiesta: sospensiva dell’assegnazione della commessa e annullamento di tutti gli atti. Sono 5 motivi alla base del ricorso: «La Serenissima», recita una nota dell’azienda mandata al Centro, «ha offerto più personale rispetto alla rti Elior-Sh, ciò nonostante il punteggio assegnato sia inferiore a quello assegnato all’associazione di impresa». Il secondo è: «Il centro cottura di emergenza avente la capacità di effettuare tutto il servizio dichiarato sotto la responsabilità della rti Elior-Sh al momento della presentazione dell’offerta non era un’unità di cottura autonoma ma era utilizzato da più aziende contemporaneamente». Questo il terzo motivo: «Il Comune di Pescara ha chiesto e ottenuto una proroga del servizio da Serenissima perché dichiarava problemi per accettare il Piano economico finanziario presentato dalla Elior-Sh». Il quarto motivo di ricorso della Serenissima sembra allungare il sospetto di un eventuale conflitto di interessi: «Il dec (responsabile dell’esecuzione del contratto, ndr) del servizio già a giugno operava per conto della Elior-Sh pur non avendo ricevuto dal Comune incarico, a detta dei nostri dipendenti». L’ultimo motivo parla di «altre incongruità tra punteggio e offerta come la produzione zero di anidride carbonica e il risparmio energetico non premiata dalla commissione».

