Lite sul sondaggio Pd Masci: vinceremo noi Costantini: una favola
Il sindaco uscente va all’attacco: «Andrà come alla Regione» Pettinari: faremo un grande risultato. Fusilli: saremo la sorpresa
PESCARA. È scontro sul sondaggio del Pd che proietterebbe la città al ballottaggio con un quasi testa a testa tra il sindaco uscente Carlo Masci del centrodestra e Carlo Costantini del centrosinistra, e con il candidato civico Domenico Pettinari sopra al 16%, titolare del potere di rappresentare l’ago della bilancia.
REAZIONI E POLEMICHE Secondo l’analisi commissionata a Winpoll, eseguita tra il 21 e il 23 maggio su un campione di 800 pescaresi e pubblicata ieri dal Centro, nessuno vincerebbe al primo turno dell’8 e 9 giugno: Masci sarebbe al 43%, Costantini al 37,5%, Pettinari al 16,8% e il renziano Fusilli al 2,7%. Masci non ci crede e dice: «Vinceremo noi al primo turno». E Costantini gli risponde: «Una favola».
RITORNO AL 2003? Se i numeri fossero davvero quelli del sondaggio Pd, sembrerebbe di tornare improvvisamente indietro al 2003, anno in cui Masci sfiorò l’elezione al primo turno con il 48,14% dei voti, in vantaggio su Luciano D’Alfonso (47,23%). Al secondo turno, D’Alfonso, grazie a un accordo con Gianni Teodoro (2,91%) e all’appoggio di Giorgio D’Amico, riuscì nell’impresa della rimonta e a servire la beffa a Masci. E stavolta, stando ai dati del sondaggio, il terzo candidato sarebbe più forte del Teodoro di 21 anni fa e potrebbe orientare ancora di più l’esito delle elezioni. E poi c’è Fusilli: a livello numerico, la percentuale accreditata al renziano ricalca quel 2,9% di Teodoro: tutto potrebbe accadere.
MASCI: COMPATTi e vincentI «Il sondaggio del Pd? Lo interpreto nell’unico modo possibile, e cioè che sarà un portafortuna per la mia elezione a sindaco e per un grande risultato della coalizione che mi sostiene, più compatta e ampia che mai. Questo sondaggio», commenta Masci, «ha la stessa credibilità di quello uscito qualche giorno prima delle ultime elezioni regionali del 10 marzo, in cui si parlava di un testa a testa tra Marco Marsilio e Luciano D’Amico (rispettivamente erano stimati al 50,6% e al 49,4%): una previsione che portava la firma degli stessi sondaggisti di oggi, e anche allora il sondaggio era commissionato dal Pd, ma sappiamo tutti come è andata. Marsilio ha vinto con un distacco nettissimo (53,5% mentre D’Amico si è fermato al 46,5%). Il testa a testa pronosticato prima del voto è rimasto confinato in quel sondaggio di parte. Quello che è certo è che noi siamo la coalizione vincente», dice Masci, «il vantaggio sui miei avversari, che hanno diviso il centrosinistra, è netto e sono sicuro che il consenso aumenterà ulteriormente in questi giorni, per arrivare al risultato di vincere al primo turno. Noi, invece, abbiamo il sondaggio di Noto che ci dà vincenti senza il ballottaggio». Quel sondaggio di due mesi fa indica Masci al 54%. «Ma la vera cartina di tornasole», continua il sindaco, «è il sorriso delle persone che incontriamo ogni giorno, che ci fermano per strada chiedendoci di proseguire con il grande lavoro che abbiamo fatto, è la forza dei nostri candidati che sono presenti nella nostra città, conosciuti e benvoluti. Questa è l’ulteriore conferma che vinceremo al primo turno».
COSTANTINI: UNA FAVOLA «La favola della vittoria al primo turno», commenta Costantini, «è stata raccontata per convincere i pescaresi a votare la destra, nonostante Masci. Ma evidentemente hanno sottovalutato l’intelligenza dei pescaresi».
PETTINARI: SIAMO FORTI «I sondaggi ultimi sono fuorvianti», dice Pettinari, «i miei avversari sono terrorizzati del consenso stratosferico che la mia forza civica sta riscuotendo. Ci sono sondaggi commissionati dai mie avversari e mai pubblicati perché ci attribuivano percentuali davvero alte. Un atteggiamento scorretto e vergognoso che denota la pochezza di chi ha un consenso talmente basso da non dormirci la notte. Al posto loro, con 5-6 partiti alle spalle io starei già al 70% dei consensi! Ci colpiscono alle spalle in questo modo solo perché sanno che noi non possiamo permetterci di pagare sondaggi costosissimi e perché le nostre campagne elettorali sono autofinanziate e non abbiamo i loro finanziatori alle spalle. I cittadini», dice Pettinari, «sono con noi e sono sicuro ci premieranno rendendoci protagonisti principali di questa sfida. Sono certo che con la fiducia dei tanti pescaresi presto cambieremo in meglio Pescara».
FUSILLI: NOI, la SORPRESA «I sondaggi, come abbiamo avuto modo di verificare alle regionali», sottolinea Fusilli, «spesso aiutano a tranquillizzare l’animo chi li paga. E peraltro questo del Pd esprime un dato inconfutabile: la storiella del voto utile non esiste. Credo comunque che il ballottaggio sia un bene per tutti. Impone il confronto delle idee e diminuisce la presunzione di chi pensa di aver fatto solo bene da una parte e di mettere veti dall’altra. Stati Uniti d’Europa sarà la sorpresa delle urne. Con buona pace del sondaggista».

