Lite sulla scomparsa di Giovina Il fratello non va alla cerimonia

A innescare lo scontro, l’evento organizzato sabato a Fallo per ricordare la donna sparita 5 anni fa La famiglia si dissocia dai cugini e respinge l’invito dell’associazione Penelope: «È felice e sta bene»
PESCARA. Una panchina rossa per Gioia. E scoppia la polemica tra i parenti della donna scomparsa e l’associazione Penelope che ha organizzato l’evento.
La panchina sarà inaugurata sabato alle 18, nel parco della Rimembranza, a Fallo, nel Chietino, il paese natìo di Giovina Annalisa Mariano, l’ex dipendente del Comune di Pescara scomparsa l’8 marzo 2017 dalla sua villetta di Moscufo. Alla cerimonia, voluta dall’associazione Penelope Abruzzo guidata da Alessia Natali, erano stati invitati anche i parenti più stretti della donna sparita da 5 anni: il nipote Alessio, il fratello Domenico e alcuni cugini di Vasto e del nord Italia. «L’ho ritenuto un gesto di attenzione e delicatezza nei confronti della famiglia di Gioia», spiega Natali, «avrei voluto che fossero accanto a noi e alla comunità fallese le persone che le volevano bene». Ma l’invito non è stato gradito dalla famiglia Mariano, e rispedito al mittente.
La madre di Alessio, Vilma Maiocco, risponde a Penelope attraverso il profilo Facebook “Faldus, quelli e quelle che provengono da Fallo”: «Passato ormai un anno dall’inizio dell’interessamento da parte dell’associazione Penelope Abruzzo all’allontanamento volontario di Gioia, e dal clamore mediatico provocato», scrive, «abbiamo ricevuto per la prima volta, l’8 agosto scorso, una comunicazione, un invito nel quale si ritiene “auspicabile” la presenza del fratello e del nipote a un evento che si terrà nel Comune di Fallo». Evento durante il quale «sarà posta una panchina rossa dedicata alla memoria della signora Giovina Mariano». Ed ecco la ragione dello scontro: «Ad oggi», prosegue Maiocco, «non vi è nulla che corrobori la logora tesi che, cito: “qualcuno ha messo fine alla sua esistenza occultandone il corpo”. Nessuno è giunto a questa conclusione; si tratta, fortunatamente, solo di macabre congetture», precisa la donna, che conclude: «Ci teniamo, pertanto, a farvi sapere che tutti i congiunti di Gioia non parteciperanno» alla commemorazione, «in quanto fermamente convinti che Gioia stia bene e sia felice. Inoltre, chiunque conosca realmente Gioia sa perfettamente quanto lei disdegni queste manifestazioni emotive pubbliche». Quindi l'appello della famiglia a disertare la cerimonia: «Chiunque tenga a lei non prenderebbe mai parte a questa manifestazione».
Natali così replica in un post: «Mi pare opportuno ricordarle, signora Maiocco, che ad oggi la Procura di Pescara ha aperto una indagine contro ignoti per omicidio. Pertanto la morte di Gioia purtroppo non è solo una “macabra congettura”. L'associazione Penelope ha seguito fin dal principio questa vicenda con grande impegno, umanità e soprattutto rispetto per tutti i soggetti coinvolti. Questa commemorazione è stata concepita proprio per rendere omaggio a Gioia e promuovere cultura contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere. Un segno permanente di memoria e speranza che ha ragione di diffondersi in ogni luogo».

