Lite tra Antonelli e Teodoro Stop al regolamento dei vigili

1 Agosto 2018

Il consiglio rinvia per la terza volta il voto sul provvedimento per gli agenti della polizia municipale Sfuma la trattativa per l’accordo sul numero delle pattuglie armate e sul ruolo del comandante

PESCARA. Una lite violenta, a margine del consiglio comunale, stoppa il passaggio in aula del nuovo regolamento della polizia municipale. L’approvazione del provvedimento, già al centro di un duro braccio di ferro tra politica e sindacati, si è bloccata per la terza volta dopo la rottura tra maggioranza e opposizione.
I toni si sono alzati ieri mattina, durante una sospensione della seduta, convocata dal presidente Francesco Pagnanelli per discutere alcuni punti controversi della delibera che porta la firma del sindaco Marco Alessandrini e dell’assessore alla Polizia municipale Gianni Teodoro. Lo scontro è avvenuto in sala commissioni, di fronte a un gruppo di consiglieri e assessori di maggioranza e opposizione, e ha coinvolto prima il comandante della polizia municipale Carlo Maggitti e il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, che si sono punzecchiati su alcuni aspetti degli emendamenti presentati dal centrodestra, vicini alle posizioni dei sindacati dei vigili urbani. Solo in un secondo momento lo scontro verbale si è allargato anche al consigliere di maggioranza Piernicola Teodoro, intervenuto per difendere la legittimità del provvedimento e il lungo lavoro fatto nei mesi scorsi in commissione per giungere a una condivisione del regolamento. Una condizione secondo Teodoro venuta a mancare in seguito alla presentazione dei nuovi emendamenti da parte di Antonelli.
Quando la maggioranza si è accorta dei nuovi emendamenti alla delibera, messi su carta dal centrodestra - in particolare l’aumento da due a tre uomini delle pattuglie notturne, la presenza di vigili armati in Municipio e all’uscita delle scuole - dai toni accesi del dibattito politico si è passati alle urla e agli insulti, culminati con la separazione di Antonelli e Teodoro. Ma gli animi si sono placati subito dopo quando Antonelli, in aula, ha preso la parola per scusarsi con i colleghi. Pur ammettendo che «non è un delitto farsi portavoce delle istanze dei lavoratori», Antonelli ha ammesso di aver «alzato eccessivamente la voce» e ha annunciato il ritiro dei nove emendamenti e del subemendamento che raccoglie i vari punti controversi poiché, ha detto, «il centrodestra ritiene che non ci sono più le condizioni per rideterminare un profilo di legittimità al regolamento della polizia municipale».
Subito dopo è stato il consigliere Massimiliano Di Pillo del Movimento 5 stelle a intervenire in aula per ritirare i tre emendamenti dei pentastellati e rincarare così la dose: «Il sindaco e l’assessore Teodoro dovrebbero prendere provvedimenti seri e rivedere la figura del comandante della municipale. Il dirigente con il suo atteggiamento continua a sbeffeggiare i consiglieri comunali. Non è un segreto che in via del Circuito si respira un’aria che si taglia con il coltello».
«Non è possibile», ha risposto invece Piernicola Teodoro, «voler stravolgere completamente la delibera dopo tre mesi e mezzo di lavori in commissione, concordando tutti gli emendamenti con l’opposizione, con il comandante che è stato presente a tutte le riunioni, fino all’ultimo incontro della scorsa settimana con il sindaco e il segretario generale. Il corpo della polizia municipale è della città e del Comune di Pescara, non di qualche esponente politico». «Oggi è accaduto qualcosa di grave», è l’opinione invece del capogruppo del Pd Marco Presutti, «per colpa di un centrodestra bifronte che un giorno veste i panni istituzionali e un altro no, è stato cancellato un metodo di lavoro. È un atto ignobile e premeditato contro un corpo del Comune. Il consiglio non è più nelle condizioni di poter votare».
A riaprire il dibattito, in chiusura, è l’assessore Gianni Teodoro: «Oggi abbiamo avuto un’interruzione del dialogo e del confronto, ma ribadisco la volontà di riportare in aula la proposta di delibera con quegli stessi emendamenti condivisi nelle scorse settimane tra maggioranza e opposizione, volti cioè a rendere più omogeneo il regolamento della polizia municipale. Il comandante, che è un dirigente tecnico, ha dato parere favorevole agli emendamenti presentati e io stesso mi faccio promotore del cammino in aula del regolamento, che è competenza esclusiva del consiglio».
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