Lo pneumologo: «Attenti alle malattie croniche da smog»

Giorgio Cortese: è fondamentale la prevenzione contro la broncopneumopatia ostruttiva, terza causa di morte
PESCARA. La Bpco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, è la terza causa di morte in Italia e la quarta in Europa e sommando arriva a provocare 65mila decessi ogni anno, la metà di quelli causati da tutti i tumori.
Ma in pochi lo sanno ed è ancora scarso il livello di prevenzione nei confronti di questo tipo di patologia, nonostante che gli esami ai quali sottoporsi siano rapidi e non invasivi e nonostante che le cure siano semplici.
La Bpco è un'affezione cronica polmonare caratterizzata da una ostruzione bronchiale, con limitazione del flusso aereo solo parzialmente o per nulla reversibile, lentamente progressiva, causata da un'infiammazione cronica delle vie aeree e del parenchima polmonare.
«Se vai per strada», spiega lo pneumologo Giorgio Cortese, responsabile della Fisiopatologia territoriale del distretto sanitario sud della Asl di via Rieti, «e chiedi al primo che incontri che cosa sia il cancro al polmone o alla mammella, tutti sapranno rispondere. Stessa cosa per infarto e ictus, ma se chiedi che cosa sia la Bpco, il 90 per cento delle persone rimane basito perché non sa di che cosa si stia parlando. Rispetto ad altre malattie, il livello di prevenzione è ancora molto basso.
«Il problema principale è quello riguardante la Bpco, una malattia subdola della quale, spesso, ci si accorge quando ormai è troppo tardi. Volgarmente viene definita la bronchite cronica ed è solo parzialmente reversibile o irreversibile sotto terapia».
Come spiega Cortese, che ogni anno visita oltre duemila pazienti, per prevenire basterebbe sottoporsi a una spirometria intorno ai quaranta anni e poi ripeterla dieci anni dopo: «Facendo prevenzione e intervenendo in tempo c'è un'alta probabilità di riuscita, invece vedo tantissimi pazienti che arrivano a visitarsi dopo i cinquanta anni ai quali non è più possibile fare niente perché se si arriva oltre una certa perdita della capacità polmonare, non ci sono più margini di recupero e diviene quasi irreversibile. È importante sapere che i non fumatori non sono esenti dal rischio. È bene altresì che chi ha familiarità (parenti che abbiano problemi polmonari) con questa malattia si sottoponga all'esame».
Cortese spiega che quando si manifesta la dispnea, ossia l'affanno, la condizione potrebbe essere già compromessa. Anche la tosse cronica può rivelarsi un sintomo della Bpco, che costa ogni anno a livello nazionale circa dieci miliardi di euro ed è in aumento come patologia, forse a causa dello smog delle nostre città.
«Rispetto al passato», evidenzia Cortese, «non si fuma più nei locali chiusi e negli uffici da molti anni, ma nonostante questo ogni anno aumentano i casi di persone affette da malattie respiratorie, ma di certo è peggiorata l'aria che respiriamo a causa dell'inquinamento e provoca un'ipersensibilità che potrebbe portare ad asma e problemi bronchiali».
Lo pneumologo della Asl pescarese rilancia anche un'idea proposta qualche anno fa, quella di una campagna di prevenzione gratuita per i circa 4.500 cittadini compresi in questa fascia d'età: «Asl e Comune potrebbero effettuare gratis la spirometria, si ridurrebbe la spesa sanitaria per le cure di chi è cronico». Per informazioni, è possibile chiamare la Fisiopatologia respiratoria territoriale al numero 333/5347222.
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