Lo sciopero dei giudici non togati

21 Novembre 2021

Cinque giorni di astensione (dal 23) dei magistrati onorari, sono cento in Abruzzo

L’AQUILA. Le associazioni della consulta della magistratura onoraria di dichiarano «tradite dal Governo» e proclamano l’astensione dal 23 al 27 novembre dalle udienze e dalle altre attività d’istituto. In Abruzzo lo sciopero interesserà un centinaio di persone.
«Nonostante la lettera di messa in mora della Commissione Europea per l’immediato riconoscimento ai magistrati onorari in servizio di tutte le tutele sociali ed economiche dovute per la funzione magistraturale espletata», spiegano in una nota le associazioni sindacali della consulta, «il Governo non ha risposto adeguatamente alle aspettative e non ha rispettato le iniziali intenzioni di porre fine a un intollerabile sfruttamento che si protrae da decenni, di legislatura in legislatura, di tavolo tecnico in tavolo tecnico».
Secondo i magistrati onorari, infatti, «l’Italia persevera disattendendo le sentenze della Corte di Giustizia e ignorando le indicazioni imposte lo scorso 15 luglio, non conformandosi a quanto chiesto per evitare il prosieguo della procedura di infrazione, col conseguente pesante carico sanzionatorio, non mettendo immediatamente a disposizione i fondi necessari a implementare il bilancio dedicato per adeguare immediatamente lo status di chi è in servizio sia alla normativa euro-unitaria sia ai principi di tutela del lavoro e del lavoratore sanciti nella nostra Carta costituzionale».
Continua la consulta: «È esattamente l’opposto di quanto detto dalla ministra Marta Cartabia in Parlamento il 4 novembre, allorquando definiva “improcrastinabile” il riconoscimento delle tutele di quasi 5mila lavoratori . Gli scenari invece sono nuovamente foschi. Mentre sa di ulteriore beffa quanto previsto nella relazione tecnica al disegno di legge di Bilancio». Quindi ancora: «È tempo di ricominciare con una nuova stagione di proteste, ancor più serrate. Così va letta anche la manifestazione del prossimo 24 novembre a Roma, dove la magistratura ordinaria si ritroverà per ribadire il profondo sdegno. (m.d.n.)