Lo “sconto” all’investitore di Sofia, il giudice: «Era girata dall’altra parte»

Le motivazioni della condanna a 3 anni per l’automobilista che investì la 15enne. L’incidente dovuto al comportamento dell’imputato, ma spunta «la tragica disattenzione» della vittima
PESCARA. Arrivano a tempo di record le motivazioni della sentenza con la quale il gup Francesco Marino due giorni fa ha condannato, per l’omicidio stradale della quindicenne Sofia Di Dalmazi (l’investimento si verificò il 3 dicembre 2024), il commercialista di Francavilla al Mare A.S., 42 anni, a tre anni di reclusione, con sospensione della patente per due anni, e al risarcimento in favore delle parti civili costituite (i familiari di Sofia assistiti dall’avvocato Luca Torino Rodriguez, e l’Associazione vittime della strada difesa da Alessandro Palucci). Nella sentenza, ed è facile immaginare che aggiungerà dolore al dolore ai familiari della quindicenne, il giudice ha riconosciuto la responsabilità del conducente della T-Roc, ma anche una sorta di distrazione, da parte della vittima, nel momento in cui decise di attraversare la strada per raggiungere, dal lato opposto, il padre che l'attendeva per riportarla a casa. Una distrazione, o disattenzione, che ha portato il giudice, in applicazione della legge, a dare un piccolo sconto di pena all'imputato rispetto ai 4 anni chiesti dall’accusa.
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